Le normative sulle attività video-sistematiche sono state riformulate dal Ministero del Lavoro, ma quali sono i requisiti necessari per diventare un lavoratore videoterminalista? La definizione di lavoratore videoterminalista è chiaramente messa al centro dell'attenzione. È un lavoratore che utilizza uno schermo munito di videoterminale in modo sistematico o abituale e raggiunge la soglia oraria settimanale fissata dall'art. 173, comma 1, lettera c), del D.

Lgs. 81/2008, calcolata sottraendo le interruzioni dell’art. 175. Per essere videoterminalista, bisogna superare una soglia oraria settimanale di 20 ore, dedotte le pause di 15 minuti ogni 120 di lavoro continuativo allo schermo. Questo criterio vale anche per impiegati, operatori di sale di controllo, addetti agli sportelli e per chiunque usi il computer in modo sistematico, anche in smart working.

Gli stessi requisiti minimi di altezza, spazio e aerazione valgono per i locali con postazioni di controllo. In sintesi, è videoterminalista chi usa uno schermo in modo sistematico o abituale per 20 ore settimanali, dedotte le interruzioni. Le visite mediche di controllo sono biennali dai 50 anni e per gli idonei con prescrizioni, quinquennali negli altri casi (art. 176, comma 3, D.

Lgs. 81/2008). I lavoratori videoterminalisti devono visitare un medico ogni due anni, se hanno più di cinquanta anni, o ogni quattro anni, se non lo fanno. Nelle aziende industriali, le norme sui videoterminali sono state riformate con l'introduzione di almeno 3 metri di altezza, 10 metri cubi e 2 metri quadrati per lavoratore (Allegato IV, punto 1.2.1, D.

Lgs. 81/2008). Nel contesto della salute e sicurezza del lavoro, la Commissione per gli interpelli ha precisato che l'art. 12 del D. Lgs. 81/2008 le consente di rispondere solo a quesiti di ordine generale, senza pronunciarsi sul caso specifico: spetta all’azienda stabilire, mansione per mansione, se l'uso dello schermo raggiunge la soglia.

Il Ministero del Lavoro ha chiarito che il criterio di soglia oraria settimanale di 20 ore, calcolata sottraendo le interruzioni, è applicabile anche in smart working. FINE FONTI