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Lettura criticaCosa è successo. Dal 22 ottobre, il diritto alla riparazione sarà applicabile anche a produttori che non hanno contratti di garanzia legale. Questa normativa, introdotta dal decreto legislativo 25 settembre 2026, n. 176, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 233 del 7 ottobre 2026, ha avuto come scopo estendere la responsabilità del venditore verso i consumatori che desiderano rivolgersi a un riparatore indipendente invece di sostituire il prodotto.
Come le norme cambiano con l'entrata in vigore del decreto legislativo 25 settembre 2026Il decreto legislativo 25 settembre 2026, n. 176, ha introdotto nuovi obblighi di riparazione per i produttori, importatori e distributori. Questo obbligo si riferisce a undici categorie di beni elencate nell’allegato II-decies, tra cui le lavatrici, frigorifere, smartphone e stufe per uso domestico. L'estensione di dodici mesi della responsabilità del venditore vale per i contratti conclusi dal 31 luglio 2026, come stabilisce l’articolo 3 del decreto.
Inoltre, l'AGCM sanziona ogni violazione con importi da 5.000 a 50.000 euro, raddoppiati nei casi di particolare gravità o di recidiva. Per negozi, catene di elettronica e riparatori indipendenti le nuove regole toccano listini, contratti di assistenza e archivio delle vendite, perché la garanzia più lunga spetta anche a chi ha comprato prima che il decreto entrasse in vigore. L'obbligo di riparare dopo la scadenza dei due anni di garanzia legale riguarda beni come le lavatrici, frigorifere, smartphone e stufe per uso domestico.
Il produttore deve riparare, su richiesta del consumatore, i beni per i quali un atto dell'Unione fissa specifiche di riparabilità, anche dopo la scadenza dei due anni di garanzia legale. La norma lo chiama "fabbricante" e lo esonera solo quando la riparazione è impossibile: il considerando 24 della direttiva esclude il rifiuto per motivi puramente economici, come il costo dei pezzi di ricambio. L'intervento è eseguito a titolo gratuito o a un prezzo ragionevole ed entro un tempo ragionevole da quando il produttore riceve il bene; durante i lavori può prestare un bene sostitutivo, gratis o a un costo ragionevole, e se la riparazione è impossibile può offrire un bene ricondizionato.
Il produttore può affidare il lavoro a un riparatore terzo, mentre il consumatore è libero di rivolgersi a qualunque riparatore di sua scelta (art. 127-quinquies, commi 1, 2 e 8). In assenza di parametri numerici, il considerando 16 della direttiva indica che il prezzo ragionevole può coprire manodopera, ricambi, costi di funzionamento dell’impianto e un margine consueto, purché non sia fissato in modo da dissuadere il cliente. In sintesi, l'obbligo di riparazione fuori garanzia per i produttori si applica a undici categorie di beni elencate nell'allegato II-decies, tra cui le lavatrici, frigorifere, smartphone e stufe per uso domestico.
Questo obbligo riguarda anche produttori che non hanno contratti di garanzia legale, ma solo se il venditore desidera rispettare le norme del Codice del consumo. La nuova regola ha avuto come scopo estendere la responsabilità del venditore verso i consumatori che desiderano rivolgersi a un riparatore indipendente invece di sostituire il prodotto. Questo obbligo si riferisce a undici categorie di beni elencate nell'allegato II-decies, tra cui le lavatrici, frigorifere, smartphone e stufe per uso domestico.
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