L'industria italiana corre il rischio di mancare fino a 80 miliardi di euro nell'ambito della decarbonizzazioneIndustrie energetiche italiane, come acciaio, cemento e chimica, sono ancora dipendenti dai combustibili fossili e hanno bisogno di investimenti significativi per raggiungere la neutralità climatica. Gli investimenti necessari per finanziare questa trasformazione potrebbero essere di circa 80 miliardi di euro all'interno del 2030, aumentando gradualmente fino a 250 miliardi nel 2040 e 340 miliardi nel 2050. Il problema non è solo quello di costruire nuovi impianti industriali, ma anche di garantire il loro funzionamento a costo competitivo.

I costi di funzionamento delle nuove tecnologie, come l'idrogeno e la CO2, potrebbero superare i 210 miliardi di euro all'interno del decennio successivo. Secondo l'Agenzia europea dell'ambiente (Eea), gli investimenti negli impianti industriali dovrebbero raggiungere mediamente 30 miliardi di euro all'interno del 2026-2030, salendo a 58 miliardi nel decennio successivo. Inoltre, il divario tra necessità e finanziamenti disponibili non comprende tutti gli investimenti nelle infrastrutture, dalle reti elettriche a quelle per l'idrogeno e il trasporto della CO2.

L'analisi interna della Commissione europea richiamata dall'Eaa ha evidenziato che le emissioni industriali di ossidi di zolfo sono diminuite dell'80%, quelle di ossidi di azoto del 58% e il particolato del 76%. Tuttavia, anche queste migliorati risultati dipendono da fattori come l'efficienza energetica, dalla contrazione di alcune attività e dai cambiamenti nella struttura economica, più che da una sostituzione delle tecnologie produttive maggiormente emissive. La transizione verso una società più verde ha portato a un aumento significativo dei costi di decarbonizzazione, che potrebbero superare i 340 miliardi di euro nel 2050 se non si ottengono adeguati finanziamenti.

Questo problema non è soltanto quello di costruire nuovi impianti industriali, ma garantirne il funzionamento a costo competitivo. Gli investimenti necessari per finanziare questa trasformazione potrebbero essere di circa 80 miliardi di euro all'interno del 2030, aumentando gradualmente fino a 250 miliardi nel 2040 e 340 miliardi nel 2050. Il problema non è quindi solo quello di costruire nuovi impianti industriali, ma garantirne il funzionamento a costo competitivo.

Infine, la transizione industriale italiana potrebbe rimanere senza fondi se non si ottengono adeguati finanziamenti per finanziare la decarbonizzazione. Questo problema dovrebbe essere affrontato in modo urgente per evitare ulteriori disastri ambientali e economici.