Come la temperatura anomala ha messo al punto le aziende vinicoleLa 2026 è stata un anno difficile per la viticoltura valdostana, con una maturazione contemporanea di diverse varietà di uva e una temperatura anomala che ha messo alla prova le aziende vinicole. Nicolas Bovard, presidente del Consorzio Vini Valle d'Aosta, ha sottolineato che "in passato la vendemmia non cominciava mai prima di metà settembre". Ma gli ultimi cinque anni hanno mostrato un cambiamento notevole, come dimostra anche la quantità di vino prodotto: circa 160mila bottiglie, vendute per il 40% in Valle d'Aosta, per un altro 40% in Italia e il resto all'estero.

Il clima particolare ha portato anche alla maturazione contemporanea di diverse varietà di uva, e questo "ha richiesto una gestione particolare rispetto a quanto avviene normalmente quando la maturazione è scaglionata". Se questa ulteriore anomalia diventerà la regola, allora dovremo tutti pensare a una profonda riorganizzazione del lavoro. Inoltre, il grande caldo pone anche una problema non secondario di gestione delle temperature delle uve, anche in cantina.

C'è un altro motivo per cui è stato necessario raccogliere alcune varietà di uva in contemporanea: "Mantenere le caratteristiche di freschezza e acidità tipiche dei vini di montagna, che altrimenti rischiavano di essere compromesse", spiega Nicolas Bovard, "ma è sempre più complesso gestire un buon equilibrio tra maturazione e acidità". È stato proprio il gran lavoro di tutti i soggetti coinvolti sul campo, a giudizio del presidente del Consorzio, se quella 2026 può essere definita "una buona vendemmia". Tuttavia, se le temperature record e la scarsità di precipitazioni proseguiranno con sempre maggiore regolarità e frequenza "diventerà un tema la disponibilità di risorse idriche, anche alla luce del progressivo scioglimento dei ghiacciai".

Per ora gli impianti per l'irrigazione di soccorso hanno evitato il peggio, ma non sappiamo fino a quando. Anche la quantità del raccolto è stata in linea con il 2025, "ma la disponibilità della risorsa idrica nei prossimi anni potrebbe diventare un tema". Queste sfide climatiche affrontate dalla regione Valle d'Aosta sono un esempio di come la natura stessa sta cambiando, e questo ha portato a nuove sfide per le aziende vinicole valdostane.