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Lettura criticaCosa è successo. Le regioni di Marche e Abruzzo sono state benedette con una serie di vantaggi naturali, ma mancano ancora di un forte impulso economico. L'obiettivo del piano di investimenti proposto dal presidente Mirco Carloni è quello di trasformare questi porti in luoghi di specializzazione e crescita, mantenendo sempre la loro vocazione e prospettive di sviluppo. Questo piano mira a creare un ambiente favorevole all'intervento dei privati, aumentando le entrate dell'Ente e migliorando la logistica degli investitori.
La pianificazione di un futuro positivo per le imprese locali e l'ecosistema economico[P1] Il piano di investimenti proposto dal presidente Mirco Carloni ha come obiettivo di trasformare i sette porti controllati dall'Autorità del Mare Adriatico Centrale da luoghi di transito a nodi di specializzazione, aumentando la competitività di ognuno ma rispettando la loro vocazione e le prospettive di crescita che arrivano anche dall’intervento dei privati, sulla spinta della Zes. A quattro mesi dall'insediamento, il presidente Mirco Carloni presenta un piano di investimenti scritto con «rigorosa prudenza», con l'obiettivo di mantenere in equilibrio i conti dell'ente. Le risorse sono quelle proprie e si andranno a sommare a quelle del Fondo Infrastrutture Portuali recuperate dal MIT (106 milioni) alla fine dello scorso anno.
Per gli scali marittimi di Marche e Abruzzo è l'inizio dell’era post Pnrr: "Vogliamo essere operativi e concreti, dando esecuzione rapida alle progettualità, anche quelle che arrivano dai privati, mettendoci al servizio dell'ecosistema economico che abbiamo alle spalle dei nostri porti", promette Carloni. E proprio il rapporto con le imprese è alla base di uno degli asset che reggono il Piano: la terminalizzazione delle banchine, processo attraverso il quale una banchina portuale tradizionale viene trasformata in un terminal specializzato. È una transizione da un modello aperto e pubblico a modello dedicato e privatizzato, che porterà nuove entrate all'Ente e una migliore logistica agli investitori.
Non è un caso se nel Piano Operativo Triennale dell’Adsp sono previsti altri 6… Nell'attuale ripartizione delle risorse, alle Marche sono destinati 217,9 milioni. Il porto di Ancona, per dimensione e capacità di sviluppo, è quello che assorbe il maggior numero di risorse nel triennio: a dicembre 2027 partirà la gara da 34,4 milioni per il potenziamento delle infrastrutture a beneficio di Fincantieri, che a sua volta ha attivato altri 40 milioni per la modernizzazione e il potenziamento dello stabilimento all'interno del porto, nell'ambito dell'accordo con l'Autorità per la concessione dell'area fino al 2064. Entro il prossimo dicembre sarà avviata la progettazione del secondo stralcio della diga di sottoflutto, un'opera da 73 milioni.
Nel 2028 sono in programma i lavori da 30 milioni sul Molo Clementino, al momento fermi in attesa della Valutazione Ambientale Strategica. Parallelamente, comune e Regione hanno in mano un progetto di Rfi per la riapertura della stazione marittima, un investimento stimato in 30 milioni. Il sogno, però, è la realizzazione della Penisola nel porto commerciale, sulla quale converge anche il comune di Ancona: un progetto da almeno 300 milioni per accogliere sia i traghetti che trasportano Tir sia quelli per passeggeri e merci …. [P2] L'obiettivo principale del piano di investimenti è di promuovere la competitività dei porti locali attraverso la terminalizzazione delle banchine, che permetterà di integrare le imprese locali nelle attività di specializzazione.
Questo processo non solo aumenterà le entrate dell'Ente, ma farà di questi porti luoghi di sviluppo economico, favorendo l'espansione delle imprese e l'attivazione di nuovi business. Inoltre, questo piano mira a creare un ambiente favorevole all'intervento dei privati, migliorando la logistica degli investitori e aumentando la loro fiducia nella regione. [P3] La pianificazione di questo piano di investimenti è stata approvata dopo una serie di incontri con gli operai, gli imprenditori e gli amministratori locali, che hanno espresso la loro volontà di vedere questi porti diventare luoghi di crescita
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