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Lettura criticaCosa è successo. L'anno scorso ha visto una serie di eventi climatici e ambientali che hanno avuto un impatto significativo sulla pesca italiana. Le temperature più alte hanno causato un aumento di episodi di morte di molluschi, mentre la presenza crescente di specie aliene come il granchio blu ha portato alla necessità di creare filiere per questo tipo di pesci invasori. Queste situazioni sono state oggetto di discussione negli Stati Uniti, dove l'Unione Europea ha organizzato una missione per capire meglio le esigenze dei pescatori e dei produttori italiani.
Il settore è sotto pressione ma cerca di trovare soluzioniLa tempesta perfetta - fatta di caro gasolio, emergenza climatica e presenza crescente di specie aliene - sta colpendo la pesca italiana con forza. L'intera bilancia commerciale italiana di settore mostra una inversione di tendenza in segno negativo, con un aumento delle importazioni da Paesi esteri. Questo impatto è stato evidenziato dal Parlamento europeo, che ha inviato una delegazione a visitare comunità di pescatori di Chioggia, laguna di Scardovari, Goro, Cesenatico e Ancona, per comprendere le esigenze dei pescatori e dei produttori.
Durante la missione, i dati di un momento storico sono stati presentati, mostrando come sommarsi gli effetti dell’impennata dei prezzi del carburante, nonostante qualche intervento di mitigazione, e del crescente numero di episodi di morìa di molluschi causati dall’aumento delle temperature nei delicati ecosistemi dell’Alto Adriatico, un bacino semichiuso e caratterizzato da un indice di bassa salinità e da un forte afflusso di acqua dolce proveniente da fiumi come il Po. Le organizzazioni delle parti interessate, tra cui i rappresentanti dei pescatori di Chioggia, del delta del Po, di Cesenatico e di Ancona, hanno espresso le loro preoccupazioni e i deputati hanno inoltre valutato i danni causati dall’invasione del granchio blu. Durante la missione è stata garantita la rappresentanza degli stakeholder, tra cui, tra gli altri, Copa-Cogeca, Confcooperative Fedagripesca, Legacoop Agroalimentare-pesca, Coldiretti Pesca, Federpesca, i produttori di vongole, gli operatori dell’acquacoltura e altri sindacati dei pescatori.
La capodelegazione francese Isabelle Le Callennec (Ppe) ha detto: "Al nostro ritorno a Bruxelles, esorteremo nuovamente la Commissione e il Consiglio a rivedere la politica comune della pesca, in particolare per quanto riguarda aspetti problematici quali gli obblighi di sbarco, il concetto di capacità di pesca, i controlli onerosi, la burocrazia, le quote, la concorrenza sleale e la pesca illegale da parte di Paesi terzi. Ci impegneremo per garantire le risorse del Fondo europeo per gli affari marittimi, la pesca e l'acquacoltura (Emfaf) sia nell'attuale bilancio che in quello a lungo termine dell'Ue, al fine di consentire al settore e alle regioni di adattarsi alle diverse sfide che devono affrontare, tra cui i prezzi del carburante, le specie invasive, i cambiamenti climatici e la modernizzazione e il rinnovo della flotta." Solo soddisfacendo queste condizioni potremo garantire che i professionisti italiani possano continuare a lavorare nel settore con fiducia e sicurezza.
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