Le proteste degli autotransportatori riguardano principalmente i costi sempre più alti dei carburanti, ma si svolgono anche in assenza dell'adeguamento del prezzo del trasporto per assorbire l'aumento del gasolio (il cosiddetto fuel surcharge) garantito dalla maggior parte delle aziende molitorie. Molini e pastifici, ma non solo, sono fermi da giorni o stanno in prossimità di esaurire le scorte. «Il rischio di non trovare pasta, pane e dolci sugli scaffali nei prossimi giorni – dice Martinelli – è concreto. Le forniture alla grande distribuzione rischiano di fermarsi in tutta la regione».

Per avere un’idea del potenziale impatto sulla filiera grano-pasta, basti pensare che gran parte della macinazione del grano duro per le forniture di semole alla base della produzione di pasta è concentrata in Puglia, che è la principale regione produttrice di frumento duro con circa un quarto del totale nazionale. La continuità dei cicli produttivi dei molini dipende strettamente dalla regolarità degli approvvigionamenti di frumento e dalla tempestiva consegna degli sfarinati ottenuti dalla sua trasformazione a pastifici, panifici e industria dolciaria e dei prodotti da forno. Il perdurare della situazione espone un numero crescente di impianti a un concreto rischio di fermo produttivo, peraltro già verificatosi per alcune realtà, con inevitabili ripercussioni a valle.

L'intervento immediato del governo è richiesto per sbloccare la circolazione e garantire la continuità produttiva della filiera agricola pugliese, evitando ulteriori disastri economici e alimentari.