La riforma fiscale delle flottes aziendali è stata approvata e avrà un impatto significativo sulla filiera automobilistica italiana. Le quattro associazioni della filiera chiedono di triplicare la deducibilità dei costi delle auto aziendali elettriche usate in pool, cioè non assegnate a uno specifico dipendente, o dai professionisti, e di alzare quella delle elettriche assegnate in uso promiscuo ai dipendenti. Le plug-in avrebbero aliquote intermedie, graduate sulle emissioni di CO2: Alimentazione e utilizzo Deducibilità oggi e con la proposta elettrica a batteria (BEV) in pool e per le partite IVA dal 20% al 60% elettrica a batteria (BEV) in uso promiscuo ai dipendenti dal 70% al 90% plug-in fino a 90 g/km di CO2 in pool e per le partite IVA dal 20% al 40% plug-in fino a 90 g/km di CO2 in uso promiscuo ai dipendenti dal 70% al 77% plug-in oltre 90 g/km di CO2 in pool e per le partite IVA dal 20% al 30% plug-in oltre 90 g/km di CO2 in uso promiscuo ai dipendenti dal 70% al 73% benzina, diesel, ibride non sono più entrate nel quadro delle flottes aziendali e quindi non saranno deducibili.

La riforma fiscale delle flottes aziendali è stata approvata e avrà un impatto significativo sulla filiera automobilistica italiana. La deducibilità delle auto elettriche (BEV) aumenterà da 20% al 60% in pool e per i professionisti, e da 70% al 90% in uso promiscuo ai dipendenti; le auto elettriche e ibride plug-in salgono al 40% e al 77% fino a 90 g/km di CO2, al 30% e al 73% oltre. Il costo d'acquisto fiscalmente riconosciuto passerebbe da 18.075,99 a 26.000 euro, il canone annuo di noleggio da 3.615,20 a 5.200 euro.

Le associazioni della filiera stimano 515 milioni di euro di minori entrate e circa 400mila auto a zero e basse emissioni immatricolate nel canale aziendale fra il 2027 e il 2029. Una modifica all'art.51 del TUIR escluderebbe dal reddito del dipendente il rimborso della ricarica domestica, con un costo stimato sotto i 2,5 milioni di euro. FINE FONTI