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Lettura criticaIl divario tra scali maggiori e non maggiori si amplia, mentre governo e operatori privati puntano su capacità portuale, partenariati e logistica integrata. La stima supera sensibilmente le prospettive formulate per l’intero settore portuale, al quale la società di intermediazione attribuisce una crescita del 4-5% nel medio periodo. Il dato delinea un mercato a più velocità: l’espansione non dipenderà soltanto dall’aumento complessivo delle merci movimentate, ma anche dalla capacità degli scali e degli operatori di intercettare il passaggio verso carichi containerizzati e servizi logistici più articolati.
La divergenza riguarda anche la struttura competitiva. Stando alla ricerca riportata da The Hindu BusinessLine, gli operatori privati potrebbero crescere più rapidamente della media. Motilal Oswal indica in particolare APSEZ e JSWINFRA, per le quali prevede ritmi pari a due o tre volte quelli dell’industria.
A sostenerli sarebbero sia gli ampliamenti organici sia le operazioni di crescita esterna, insieme all’integrazione tra attività portuali e soluzioni logistiche. I dati relativi a FY26 mostrano già una netta distanza tra le diverse categorie di scali. Secondo il rapporto, i porti maggiori indiani hanno movimentato 915 milioni di tonnellate metriche, circa il 7% in più rispetto all’esercizio precedente.
La crescita è stata alimentata sia dai flussi con l’estero, aumentati del 6,6% su base annua, sia dal traffico costiero, salito dell’8%. L’andamento dei porti non maggiori è risultato molto più contenuto. I volumi hanno raggiunto 753 milioni di tonnellate metriche, con un incremento annuo di circa l’1,4%, secondo Motilal Oswal.
Il confronto non indica soltanto una differenza quantitativa: suggerisce che investimenti, collegamenti logistici e composizione dei traffici potrebbero contribuire a concentrare una quota crescente dello sviluppo negli scali maggiori e presso gli operatori meglio attrezzati. Anche all’interno dei porti maggiori il quadro cambia a seconda delle merci. Nel FY26, il comparto POL, che comprende petrolio, prodotti petroliferi e greggio, ha registrato un aumento del 16% rispetto all’anno precedente, risultando il principale contributore alla crescita.
Carbone e container hanno a loro volta mostrato progressi definiti robusti dalla fonte. Le proiezioni successive, tuttavia, indicano che queste categorie non manterranno necessariamente la stessa direzione. Il carbone rappresenta il caso più evidente.
La società di intermediazione prevede per questo traffico una contrazione a un tasso composto compreso tra il 2% e il 4%, collegandola all’aumento della produzione domestica e alla diffusione delle energie rinnovabili. La previsione contrasta con il progresso osservato nei porti maggiori durante FY26, ma i dati riportati non consentono di stabilire quando l’inversione dovrebbe manifestarsi né con quale intensità nei singoli scali. Per il minerale di ferro, al contrario, il rapporto prospetta una ripresa.
Tra FY26 e FY28 i volumi potrebbero crescere a un tasso annuo composto del 5-7%, grazie a una maggiore movimentazione lungo le rotte costiere. La dinamica sarebbe meno sostenuta di quella attesa per i container, ma più vivace rispetto alle previsioni sul comparto petrolifero. Anche in questo caso, la fonte non fornisce una ripartizione tra porti o operatori.
Dopo l’incremento del 16% rilevato in FY26, il traffico POL dovrebbe normalizzarsi. Motilal Oswal stima una crescita composta del 2-4% tra FY26 e FY28: la relativa stabilità della domanda di carburanti continuerebbe a sostenere i volumi, mentre il miglioramento dell’efficienza energetica ne limiterebbe l’espansione. Il passaggio da una forte accelerazione annuale a un ritmo più moderato evidenzia la necessità di distinguere i risultati già registrati dalle prospettive di medio periodo.
Sul versante della governance, la crescita si intreccia con il programma pubblico di valorizzazione delle infrastrutture. Nell’ambito di NMP 2.0, il governo ha individuato 44 progetti portuali brownfield, tra terminal, banchine e moli, da monetizzare attraverso partenariati pubblico-privati. La misura assegna quindi al capitale privato un ruolo rilevante nell’ammodernamento di strutture già esistenti.
La strategia di lungo termine è affidata alla Maritime Amrit Kaal Vision 2047. Stando a Motilal Oswal, il piano punta alla realizzazione di sei mega-porti con infrastrutture di livello internazionale e all’aumento della capacità complessiva indiana da 2.800 a 10.000 milioni di tonnellate annue entro il 2047. Restano da verificare i tempi di attuazione, la distribuzione dei progetti e la capacità degli scali non maggiori di colmare il divario.
L’evoluzione delle singole merci determinerà, inoltre, quali investimenti produrranno i ritorni più rilevanti.
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