Un rilevante miglioramento nella fiducia dei lavoratori[P1] La classifica Best Workplaces for Blue Collar 2026 di Great Place to Work Italia si basa sul questionario Trust Index compilato da 4.704 operai di aziende certificate; nelle 15 aziende premiate il Trust Index degli operai è al 69%, sette punti sotto quello degli impiegati, contro il 50% registrato tra gli operai del panel Great Place to Work; sei aziende non comparivano nell’edizione 2025 e altre sei, presenti l’anno scorso, sono uscite dalla graduatoria; dieci aziende su quindici hanno meno di 500 collaboratori; per concorrere servono la certificazione Great Place to Work, almeno 50 collaboratori e almeno 30 operai, pari ad almeno il 10% dell’organico.[P2] Cosa distingue le migliori aziende per gli operai Le aziende premiate ottengono dai propri operai il punteggio più alto sull’orgoglio per il lavoro svolto (72%) e il più basso sull’equità (62%), mentre credibilità, rispetto e coesione si attestano al 69%: sono le cinque dimensioni del questionario di Great Place to Work, tutte in crescita di due o tre punti rispetto al 2025. Migliora anche il rapporto con la propria mansione: il 67% degli operai si sente responsabilizzato, il 60% dichiara di lavorare divertendosi e il 57% è contento di andare al lavoro, con quote salite di quattro-cinque punti sull’edizione precedente. Sicurezza, benefit e ascolto: il confronto con la media riguarda i benefit: l’81% degli operai delle aziende premiate dichiara di poterne usufruire, contro il 51% del panel, con un aumento di dieci punti rispetto al 2025.

Per le imprese che costruiscono un piano di welfare aziendale, il dato indica che tra il personale di produzione i benefit sono la leva su cui le aziende premiate si differenziano di più. Su ascolto, informazione e coinvolgimento nelle decisioni lo scarto supera i 20 punti, mentre sulla sicurezza fisica del luogo di lavoro, condizione di base per chi lavora in reparto, è di 16 punti.