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Lettura criticaCosa è successo. L'anno scorso, il Pnrr ha portato un impatto significativo sulla mobilità italiana. In particolare, ha investito circa 34 miliardi di euro nel settore infrastrutture e servizi per la mobilità, oltre a un terzo del totale. Questa somma è stata destinata principalmente al Mezzogiorno e alla transizione climatica.
Un approccio innovativo ai problemi di infrastruttura e logisticaIl Pnrr ha dato vita a 10 riforme di sistema, permettendo di migliorare l'efficienza delle opere e aumentando la sicurezza sul loro avanzamento. Ma ancora non siamo arrivati a un punto di massima soddisfazione. Alcuni interventi prioritari sono stati lasciati in eredità, come il Terzo valico Genova-Milano, la galleria di base del Brennero (Bbt), la Pontremolese e la linea ferroviaria veloce Salerno-Reggio Calabria.
La sfida attuale è quella di completare queste opere, che richiedono tempo e denaro. Le imprese interpellate dalla Uniontrasporti hanno identificato più di 190 interventi prioritari, tra cui anche le strade e autostrade, i porti e gli aeroporti. Le prospettive di questi lavori sono comprese fino al 2030, ma il lavoro per rendere più efficiente la mobilità delle persone e della logistica delle merci non è ancora concluso.
Il Centro-Nord è uno dei punti più interessanti, dove il valore degli investimenti è superiore al 50%. Le opere prioritarie, come la linea ferroviaria veloce Salerno-Reggio Calabria, l'ammodernamento della strada statale 106 Jonica e della autostrada A2 Salerno-Reggio Calabria, l'alta velocità ferroviaria Palermo-Catania, il Ponte sullo Stretto, sono state individuate da Uniontrasporti. Queste opere sono chiave per garantire una trasformazione economica e sociale significativa.
Il Pnrr ha avuto un impatto positivo sulla mobilità italiana, ma non è stato sufficiente per risolvere tutti i problemi. L'obiettivo attuale è quello di trasformare questo slancio in una politica strutturale sulle infrastrutture garantendo continuità agli investimenti. Un approccio innovativo ai problemi di infrastruttura e logistica è necessario per raggiungere i nostri obiettivi di crescita economiche.
Le proposte di Confindustria sono chiare: una cornice nazionale di lungo periodo per la mobilità di persone e merci; un Fondo quinquennale per infrastrutture strategiche di trasporti e logistica; risorse nazionali per finanziare queste opere. Il Pnrr ha rappresentato un acceleratore senza precedenti. Ora dobbiamo trasformare questo slancio in una politica strutturale sulle infrastrutture garantendo continuità agli investimenti.
La sfida è rilevante: in Italia il fabbisogno di infrastrutture per i trasporti al 2040 è stimato in circa 550 miliardi di euro. Osserva Destro: «Un investimento che nessuna fonte pubblica può sostenere da sola. Le proposte di Confindustria sono chiare: una cornice nazionale di lungo periodo per la mobilità di persone e merci; un Fondo quinquennale per infrastrutture strategiche di trasporti e logistica; risorse nazionali per finanziare queste opere».
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