BMag Signal · In 30 secondi
Lettura criticaCosa è successo. Due frasi che sintetizzano fatto e conseguenza:
La Conferenza Unificata ha dato l'intesa allo schema di decreto correttivo con cui il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica modifica il Conto Termico 3.0, l'incentivo in conto capitale per l'efficienza energetica degli edifici e la produzione di calore da fonti rinnovabili.[P1] La Conferenza Unificata ha dato l'intesa allo schema di decreto correttivo con cui il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica modifica il Conto Termico 3.0, l’incentivo in conto capitale per l’efficienza energetica degli edifici e la produzione di calore da fonti rinnovabili. [P2] Il testo attende ora l'adozione definitiva del Ministro e la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale: fino ad allora le domande seguono le regole attuali. A rendere necessario il decreto è stata la corsa agli incentivi dei primi mesi: le richieste hanno superato di gran lunga la dotazione annua e il GSE ha dovuto sospendere il portale, riaprire poi alle sole domande in accesso diretto, mentre le prenotazioni delle pubbliche amministrazioni sono tuttora ferme.[P3] Il correttivo riscrive la gestione dei fondi tra PA e privati, limita il contributo pieno nei piccoli Comuni e chiama a rispondere degli incentivi indebiti anche chi li incassa per conto del beneficiario. In sintesi: l’intesa sullo schema che modifica il D.
M. 7 agosto 2025 è stata sancita dalla Conferenza Unificata con l'atto rep. n. 144/CU del 22 ottobre 2026, ai sensi dell'art. 10, comma 2, del D. Lgs. n. 199/2021; il GSE ha sospeso il Portaltermico il 3 marzo 2026, con richieste per circa 1,3 miliardi di euro a fronte di un tetto di 900 milioni annui, e lo ha riaperto il 13 aprile per il solo accesso diretto; lo schema garantisce una riserva minima di 300 milioni di euro annui sia alle PA sia ai privati e limita le prenotazioni al 50% delle risorse della PA; nei Comuni fino a 15.000 abitanti il contributo al 100% delle spese ammissibili spetta solo al primo intervento, i successivi scendono all’80%; il GSE potrà recuperare gli incentivi indebiti anche dal mandatario all'incasso, obbligato in solido nei limiti delle somme riscosse. Correttivo e fondi: riserva di 300 milioni a PA e privati sui 900 annui Il correttivo conferma il tetto di spesa di 900 milioni di euro annui del Conto Termico 3.0 e sostituisce la ripartizione fissa tra pubbliche amministrazioni e soggetti privati con una riserva minima per ciascuna categoria e una quota contendibile.
Oggi le risorse sono divise a metà, 450 milioni per parte, dopo la rimodulazione dei fondi tra PA e privati decisa dal MASE con il decreto direttoriale n.72 del 10 aprile 2026, che ha spostato 50 milioni dalla quota privata a quella pubblica. Lo schema fissa queste regole di gestione delle risorse: ciascuna delle due categorie di beneficiari dispone di una riserva minima di 300 milioni di euro annui; i restanti 300 milioni sono contendibili tra le due categorie e, quando una di esse arriva a 600 milioni di impegni o si raggiunge il tet
Le notizie che contano, ogni mattina.
Ricevi una selezione ragionata di business, mercati e innovazione.