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Lettura criticaCosa è successo. Il settore cartierio italiano è afflitto da una serie di problemi che hanno portato alla necessità di ricorrere alla cassa integrazione nel secondo semestre del 2026. Questo problema si è verificato anche dopo l'incidente del gas del 2022, dove il prezzo era stato di circa 35 euro al MWh.
La crisi energetica ha reso necessario un intervento urgente dal governo e dalle istituzioni europee per salvaguardare la competitività, continuità produttiva e occupazione dell'industria cartaria italiana. L'aumento dei prezzi del gas ha causato una perdita di competitività nella produzione di carta e cartoni, con importazioni asiatiche superiori al 31% della quota di mercato italiana. Questo ha portato a una crescita delle ore autorizzate di cassa integrazione fino a 7 milioni, con un onere per l'Inps pari a circa 58 milioni di euro.
Inoltre, le organizzazioni sindacali Slc-Cgil, Fistel-Cisl, Uilfpc e Ugl Chimici hanno lanciato un appello al governo e alle istituzioni europee per interventi urgenti e strutturali per salvaguardare la competitività, continuità produttiva e occupazione dell'industria cartaria italiana. L'aumento delle importazioni asiatiche sul mercato italiano di carta e cartoni (carte tissue comprese), superiore al 31% nella prima metà del 2026, evidenzia il rischio che il differenziale dei costi energetici si traduca in una perdita duratura di quote di mercato per le imprese nazionali. L'industria cartiera italiana realizza un volume annuo di produzione di circa 8 milioni di tonnellate e un fatturato di quasi 8 miliardi di euro, occupa 18.700 addetti, con 114 aziende cartarie: è una filiera nazionale che comprende la trasformazione, la grafica e le tecnologie connesse, per un valore complessivo superiore a 26 miliardi di euro e un'occupazione prossima a 162mila lavoratori.
Il settore cartierio italiano è afflitto da problemi di competitività, domanda debole e crescente pressione competitiva delle produzioni asiatiche, sostenute da sovracapacità strutturale e supporto pubblico. Queste condizioni economiche stanno già inducendo diversi stabilimenti a rallentare o a sospendere temporaneamente la produzione, ricorrendo anche agli ammortizzatori sociali. L'industria cartiera italiana ha prodotto un documento che sintetizza tutte le criticità, a partire dal prezzo del gas, passato da 35 a oltre 80 euro al MWh quest'anno: "Una dinamica che potrebbe far salire la bolletta annuale del gas del comparto da 800 milioni a 1,3 miliardi di euro, portando il peso dell’energia sul fatturato fino al 20% o oltre".
Di fronte a questi svantaggi, l'Assocarta e i sindacati hanno testimonianza come il peggioramento delle condizioni economiche stia già inducendo diversi stabilimenti a rallentare o a sospendere temporaneamente la produzione, ricorrendo anche agli ammortizzatori sociali: per il 2026 stimano una crescita delle ore autorizzate di cassa integrazione fino a 7 milioni, con un onere per l'Inps pari a circa 58 milioni di euro. Con effetti che non mancheranno di trasmettersi anche nell'indotto, l'industria cartiera italiana si trova in una situazione critica e richiede interventi urgenti e strutturali da parte del governo e delle istituzioni europee per salvaguardare la competitività, continuità produttiva e occupazione dell'industria cartaria italiana.
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