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Lettura criticaL’allerta interessa Indiana, Kentucky, Michigan, Ohio e West Virginia. La catena interromperà le forniture dell’azienda individuata dalla FdaI Centers for Disease Control and Prevention hanno confermato nella tarda giornata di giovedì che la lattuga servita nei ristoranti Taco Bell è una delle fonti del focolaio. Lo riferisce il Korea Times, unica fonte disponibile.
L’avvertimento riguarda la lattuga iceberg tagliata distribuita nei locali della catena in Indiana, Kentucky, Michigan, Ohio e West Virginia. I consumatori sono stati invitati a non mangiare l’ingrediente nei ristoranti compresi nell’allerta. La ricostruzione della filiera condotta dalla Food and Drug Administration ha ricondotto il prodotto a un solo fornitore.
Gli avvisi diffusi dalle autorità federali non ne indicano il nome. Secondo quanto comunicato dai Cdc, la Fda sta lavorando con l’azienda per verificare se altra lattuga iceberg tagliata potenzialmente contaminata sia rimasta in commercio, anche in Stati diversi dai cinque già elencati. Taco Bell ha assunto l’impegno di non utilizzare più lattuga proveniente dal fornitore individuato attraverso l’indagine della Fda, stando alla comunicazione dei Cdc riportata dalla testata.
La fonte non precisa quanti ristoranti abbiano ricevuto il prodotto, quali volumi siano stati distribuiti né quando sia cominciata la fornitura. Non viene inoltre indicato un calendario per il completamento della rimozione dell’ingrediente dai locali coinvolti. La società era intervenuta martedì, prima della conferma delle autorità federali.
In una dichiarazione citata dal Korea Times, Taco Bell aveva comunicato di avere eliminato volontariamente e in via temporanea alcuni ingredienti da un numero circoscritto di ristoranti, definendo la misura precauzionale. La catena aveva aggiunto che avrebbe continuato a seguire l’evoluzione del caso e le indicazioni degli organismi di sanità pubblica. L’indagine coinvolge i Cdc, la Fda e le autorità sanitarie di diversi Stati.
Nel corso dell’anno, secondo la fonte, più di 30 Stati americani hanno segnalato infezioni da cyclospora. I dati disponibili mostrerebbero un totale superiore al precedente record nazionale, ma l’articolo non riporta il numero complessivo dei casi né specifica quanti siano stati attribuiti direttamente alla lattuga servita nei ristoranti Taco Bell. La cyclospora è un parassita microscopico di forma sferica.
L’infezione provoca generalmente diarrea acquosa, accompagnata da evacuazioni frequenti e talvolta improvvise, secondo la descrizione dei Cdc ripresa dal Korea Times. La malattia non è di norma considerata pericolosa per la vita e viene solitamente trattata con antibiotici. La fonte non fornisce informazioni sulle condizioni cliniche delle persone coinvolte nel focolaio o su eventuali ricoveri.
Le autorità federali hanno indicato che la lattuga proveniva dal Messico, senza fornire ulteriori dettagli sull’origine. Non sono precisati la zona di coltivazione, lo stabilimento di lavorazione o il percorso seguito dal prodotto prima dell’arrivo nei ristoranti. Rimangono sconosciute anche le modalità della contaminazione.
Sulla base delle informazioni disponibili, non sono state attribuite responsabilità al fornitore, ai produttori o agli operatori della distribuzione. L’avviso rivolto ai consumatori è limitato, al momento, alla lattuga iceberg tagliata servita nei punti vendita Taco Bell dei cinque Stati interessati. L’accertamento avviato dalla Fda sulla possibile presenza di altre partite sul mercato lascia però aperta la questione dell’estensione geografica della distribuzione.
Il testo della fonte non segnala richiami nei supermercati, provvedimenti verso altre catene di ristorazione o allerte relative a prodotti differenti. La distinzione tra l’ampio focolaio nazionale e i casi collegati alla fornitura destinata a Taco Bell resta un elemento centrale dell’indagine. La fonte riferisce infatti di infezioni segnalate in oltre 30 Stati, mentre l’allerta specifica sulla lattuga riguarda cinque territori.
Non è possibile stabilire, sulla base del materiale disponibile, quale parte delle segnalazioni nazionali sia riconducibile al prodotto identificato dalla Fda. Le prossime verifiche dovranno chiarire se la lattuga potenzialmente contaminata sia ancora in circolazione, se abbia raggiunto altri Stati e quanti casi siano direttamente associati al consumo nei ristoranti Taco Bell. Restano inoltre da conoscere l’identità del fornitore e l’origine della contaminazione.
La società ha dichiarato che continuerà a monitorare la situazione e a seguire le indicazioni delle autorità sanitarie.
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