Il progetto di Bahía Blanca userà il gas di Vaca Muerta e potrà produrre 2,1 milioni di tonnellate all’annoL’impianto sorgerà a Bahía Blanca, il principale polo petrolchimico argentino, e dovrebbe essere costruito nell’arco di tre anni. Pampa Energía ha comunicato la decisione finale di investimento in un documento depositato venerdì presso le autorità di mercato. Rimane tuttavia un passaggio determinante: la società considera «essenziale» l’approvazione nell’ambito del RIGI, il regime argentino dedicato ai grandi investimenti, che risulta ancora in attesa.

Il progetto prevede una capacità produttiva annua complessiva di 2,1 milioni di tonnellate di ammoniaca e urea. L’urea è un fertilizzante la cui produzione impiega gas naturale: per questo l’investimento industriale è legato direttamente allo sviluppo di Vaca Muerta, la vasta formazione di idrocarburi non convenzionali sulla quale l’Argentina sta concentrando una parte crescente della propria strategia energetica. Negli ultimi tempi, stando alla fonte, l’attività a Vaca Muerta si è orientata soprattutto verso il petrolio, più semplice da trasportare e vendere all’estero.

Il gas naturale pone invece maggiori problemi logistici e richiede infrastrutture o consumatori industriali capaci di assorbirne quantità rilevanti. La nuova fabbrica offrirebbe quindi ai produttori un ulteriore mercato interno, trasformando il gas in un prodotto destinato all’agricoltura. La conseguenza non riguarderebbe soltanto il settore energetico.

Il nuovo stabilimento rafforzerebbe la catena nazionale di approvvigionamento dei fertilizzanti e ridurrebbe la dipendenza argentina dalle forniture provenienti dal Medio Oriente. Per un Paese con una forte produzione agricola, la disponibilità interna di un input come l’urea collega così tre comparti diversi: estrazione del gas, industria petrolchimica e coltivazioni. Pampa stima inoltre un impatto economico rilevante.

Durante una conference call sui risultati tenuta a maggio, i dirigenti della società avevano indicato per l’impianto un potenziale di un miliardo di dollari di ricavi annuali. Il progetto era seguito da vicino dagli analisti azionari interessati alla crescita del gruppo, secondo quanto riferito dal Buenos Aires Times. La società, presieduta dall’imprenditore argentino Marcelo Mindlin, opera già su più fronti del sistema energetico.

È un importante produttore di elettricità e gas naturale e sta aumentando la propria presenza nel petrolio da scisto. L’investimento nell’urea aggiunge quindi un’attività industriale a valle, capace di creare una domanda diretta per una materia prima che Pampa produce. La scelta di Bahía Blanca si inserisce in un movimento più ampio: l’Argentina sta cercando nuovi modi per ricavare valore dalle proprie riserve di gas di scisto.

Non si tratta soltanto di aumentare l’estrazione, ma di costruire destinazioni commerciali e industriali per il gas, sia attraverso la trasformazione interna sia mediante progetti rivolti all’esportazione. Tra le iniziative citate dalla fonte c’è Southern Energy, un progetto per il gas naturale liquefatto nel quale Pampa possiede una partecipazione. Esiste poi un piano di dimensioni maggiori che coinvolge l’italiana Eni e Adnoc, la compagnia petrolifera nazionale di Abu Dhabi.

Quest’ultimo, tuttavia, deve ancora ottenere i finanziamenti necessari e non si trova quindi nella stessa fase autorizzativa dell’impianto di fertilizzanti. Anche Profertil, operatore già presente nella produzione argentina di fertilizzanti, sta valutando una significativa espansione. La possibile crescita di più impianti mostra come l’aumento dell’offerta di gas possa modificare non solo il bilancio energetico argentino, ma anche la struttura della sua industria chimica.

La fonte non fornisce però dettagli sull’entità, sui tempi o sull’avanzamento dell’eventuale ampliamento di Profertil. Sul percorso del nuovo stabilimento resta centrale il RIGI. Il regime ha già attirato numerose richieste legate alle aree di estrazione dello shale e alle infrastrutture per il trasporto e il trattamento degli idrocarburi, contribuendo allo sviluppo di Vaca Muerta.

Nel caso di Pampa, l’approvazione non è descritta come un elemento accessorio, ma come una condizione essenziale per procedere. La decisione finale di investimento definisce dunque dimensioni, sede e orizzonte di costruzione del progetto, ma non chiude l’iter. I prossimi sviluppi dipenderanno dall’autorizzazione nel RIGI e dall’avanzamento dei lavori previsti nei tre anni successivi.

Restano inoltre da verificare la capacità del progetto di raggiungere i ricavi stimati e il suo effettivo contributo alla riduzione delle importazioni di fertilizzanti.