Le criticità emerse nel 2023 spingono l’autorità a riesaminare tecnologie, cybersicurezza e continuità operativa. Le iniziative, tuttavia, non sono previste nel bilancio. La Nigeria potrebbe sottoporre l’intera infrastruttura tecnologica elettorale a una verifica approfondita e organizzare una simulazione delle elezioni presidenziali prima delle consultazioni generali del 2027.

Secondo quanto riferito da BusinessDay NG, entrambe le proposte sono all’esame dell’Independent National Electoral Commission, l’autorità responsabile della gestione del voto nel Paese. L’obiettivo dichiarato è accertare in anticipo la tenuta dei processi e degli strumenti digitali dai quali dipende una parte rilevante dell’organizzazione elettorale. A illustrare il piano è stato Joash Amupitan, presidente della Commissione, durante una visita di cortesia dell’Alto commissario britannico in Nigeria, Richard Montgomery, presso la sede dell’INEC ad Abuja.

Stando alla fonte, Amupitan ha precisato che le misure erano ancora in fase di valutazione da parte dell’organismo. Non si tratta quindi di iniziative già formalmente approvate, ma di opzioni che la governance elettorale considera potenzialmente necessarie in vista del prossimo ciclo nazionale. Il punto di partenza è l’esperienza delle elezioni generali del 2023.

Il presidente dell’INEC ha collegato le proposte alle preoccupazioni emerse in quella occasione, in particolare sulla capacità delle tecnologie elettorali di funzionare in modo affidabile. La Commissione intende individuare e affrontare le eventuali lacune prima del 2027, mettendo la verifica tecnica al centro di una più ampia strategia per rafforzare la credibilità del processo. L’audit prospettato dovrebbe riguardare tutti i sistemi tecnologici dell’INEC.

La simulazione presidenziale avrebbe invece una funzione operativa: sottoporre processi e piattaforme a una prova prima delle consultazioni effettive. La combinazione delle due iniziative consentirebbe alla Commissione di esaminare sia l’architettura digitale sia il suo impiego nelle condizioni di un voto nazionale, almeno secondo l’impostazione descritta da Amupitan. Resta aperto il nodo finanziario.

Il presidente dell’INEC ha riconosciuto che né l’audit complessivo né la consultazione simulata erano stati inizialmente inseriti nel bilancio della Commissione. Ha tuttavia affermato che l’autorità cercherà modalità per realizzarli qualora siano ritenuti necessari, alla luce del contributo che potrebbero offrire alla credibilità delle elezioni. La valutazione tecnica dovrà quindi essere accompagnata da una decisione sulle risorse.

Il riesame si inserisce in un programma più ampio di affidabilità tecnologica. Secondo BusinessDay NG, l’INEC intende proseguire con l’impiego del Bimodal Voter Accreditation System, noto come BVAS, e dell’INEC Result Viewing Portal, indicato con l’acronimo IReV. I due strumenti rimangono parte dell’infrastruttura prevista dalla Commissione, mentre l’autorità lavora alla revisione delle condizioni necessarie per sostenerne l’utilizzo.

La cybersicurezza rappresenta un altro asse della preparazione. L’INEC sta riesaminando la propria architettura di protezione informatica, includendo la ridondanza dei sistemi, i test di penetrazione e i meccanismi di ripristino in caso di disastro. Queste attività riguardano la capacità dell’organizzazione di prevenire vulnerabilità, mantenere la continuità dei servizi e recuperare le funzioni operative dopo un’interruzione, senza che la fonte fornisca dettagli su tempi, costi o risultati già ottenuti.

Amupitan ha sottolineato il legame tra affidabilità tecnica e fiducia pubblica. Nella sua impostazione, la credibilità del voto dipende in misura significativa dalla solidità delle tecnologie e dei processi amministrati dalla Commissione. La questione non riguarda dunque soltanto l’efficienza interna dell’INEC: la tenuta dei sistemi diventa un elemento della legittimazione istituzionale delle elezioni e della capacità dell’autorità di dimostrare trasparenza.

Il Regno Unito figura tra i partner con cui la Commissione collabora nei campi della tecnologia elettorale e della cybersicurezza. Il presidente dell’INEC ha richiamato il sostegno tecnico britannico e quello di altri interlocutori internazionali, tra cui l’International Foundation for Electoral Systems. La visita di Montgomery si colloca pertanto in un rapporto di cooperazione già esistente, anche se BusinessDay NG non indica nuovi accordi, finanziamenti o impegni assunti durante l’incontro.

La responsabilità per un voto credibile, ha inoltre sostenuto Amupitan, non ricade esclusivamente sulla Commissione. Nel quadro delineato dall’INEC sono coinvolti partiti politici, agenzie di sicurezza, società civile, partner dello sviluppo e cittadini. È una struttura di responsabilità condivisa nella quale la tecnologia costituisce una componente essenziale, ma non l’unico fattore necessario affinché le elezioni siano trasparenti e riflettano la volontà dei nigeriani.

I prossimi passaggi dipenderanno dalle decisioni formali della Commissione. Restano da chiarire l’effettiva approvazione dell’audit e della simulazione, la loro copertura finanziaria, il calendario delle attività e le modalità con cui saranno valutati i risultati. L’INEC ha indicato la direzione strategica, ma la traduzione delle proposte in un programma operativo sarà il primo banco di prova della preparazione istituzionale verso il 2027.