Dal 20 luglio i funzionari provinciali incontreranno gli investitori a New York: sul tavolo un possibile titolo fino a 500 milioni di dollari, con durata tra cinque e sette anni. Neuquén tornerà a cercare capitali sui mercati internazionali dopo quasi un decennio. Secondo il Buenos Aires Times, che cita due persone con conoscenza diretta del dossier, i rappresentanti della provincia argentina si recheranno a New York per un roadshow con gli investitori a partire dal 20 luglio.

L’obiettivo è verificare le condizioni per collocare una nuova obbligazione all’estero, la prima emessa dal governo provinciale dal 2017. La struttura finanziaria è ancora in discussione. Stando alle due fonti, che hanno chiesto di non essere identificate prima dell’inizio degli incontri, Neuquén vorrebbe ottenere un titolo bullet: un’obbligazione nella quale il capitale viene rimborsato alla scadenza, anziché attraverso pagamenti progressivi.

La durata ipotizzata è compresa tra cinque e sette anni, mentre il tasso d’interesse ricercato si collocherebbe fra il sette e l’otto per cento. Il passaggio politico necessario è già stato compiuto. L’assemblea legislativa provinciale ha autorizzato l’emissione di nuovi titoli per un importo massimo di 500 milioni di dollari.

L’approvazione stabilisce quindi il limite dell’operazione, ma non significa che l’intera somma sarà necessariamente raccolta: dimensione definitiva, rendimento e scadenza dipenderanno dall’esito del confronto con gli investitori e dalla decisione finale delle autorità di Neuquén. Il ritorno della provincia a Wall Street avviene in una fase particolare per l’Argentina. Il presidente Javier Milei, per il momento, evita di riportare il governo nazionale sui mercati finanziari globali.

Alcune amministrazioni locali stanno invece approfittando dell’ottimismo degli investitori nei confronti della sua revisione dell’economia per collocare obbligazioni fuori dal paese. Negli ultimi mesi Córdoba, Chubut e la città di Buenos Aires, tra le altre amministrazioni argentine, hanno venduto nuovi titoli all’estero. Secondo il giornale, queste operazioni sono state favorite dalla riduzione degli spread obbligazionari.

Neuquén potrebbe dunque inserirsi in una riapertura graduale dei mercati internazionali per gli emittenti subnazionali, mentre lo Stato centrale mantiene una linea più prudente sul proprio ritorno al finanziamento globale. Nel caso di Neuquén, tuttavia, il richiamo per gli investitori non dipende soltanto dal quadro economico nazionale. La provincia ospita una forte espansione della produzione di petrolio e gas di scisto in Patagonia.

Il territorio ha assunto un’importanza crescente mentre le imprese energetiche investono miliardi di dollari e aumentano i volumi estratti. È su questa trasformazione che il governo locale può costruire una parte rilevante della propria presentazione finanziaria. La crescita del settore energetico ha già portato altre società attive nella provincia a rivolgersi ai mercati globali.

Il Buenos Aires Times cita Pampa Energía e Pluspetrol tra le compagnie che hanno raccolto finanziamenti all’estero, sfruttando le aspettative favorevoli sulle prospettive dell’energia argentina. L’eventuale bond provinciale arriverebbe quindi dopo operazioni realizzate sia da governi locali sia da imprese legate allo stesso ciclo industriale. Le dimensioni attese dello sviluppo petrolifero spiegano l’attenzione.

Secondo la fonte, l’aumento della produzione è avviato verso un milione di barili di petrolio al giorno entro la fine del decennio. Il dato riguarda una prospettiva, non un livello già raggiunto, ma contribuisce a dare alla provincia un profilo diverso rispetto a quello di un’amministrazione locale priva di un settore esportatore in rapida espansione. Il roadshow di New York servirà a misurare quanto questa storia energetica possa tradursi in condizioni di finanziamento concrete.

La forchetta del sette-otto per cento indica il costo al quale Neuquén vorrebbe raccogliere denaro, ma il risultato dipenderà dalla domanda degli investitori. Anche la scelta fra una scadenza di cinque o sette anni potrà incidere sul rendimento e sulla sostenibilità dell’operazione. Restano quindi da chiarire l’ammontare effettivo del collocamento, la durata prescelta e il tasso finale.

Non è ancora certo, inoltre, che Neuquén proceda all’emissione dopo gli incontri. Dal 20 luglio la provincia presenterà il proprio progetto a Wall Street; solo la risposta del mercato dirà se il boom dello scisto sarà sufficiente a riportarla davvero sul mercato obbligazionario internazionale dopo nove anni.