La Banca Centrale russa ha mantenuto la tasso di interesse stabileLa Banca di Russia ha mantenuto la tassa di interesse stabile a 14% per l'ennesima settimana consecutiva, rafforzando le preoccupazioni sulle pressioni inflazionali elevate nel paese. L'economia russa, pur avendo una crescita moderata nel secondo semestre del 2026, continua a registrare un aumento di prezzi elevati che non sono ancora diminuiti e che si estendono su un periodo di circa sei mesi. Le analisi del banco indicano che questo trend è dovuto principalmente a una riduzione temporanea delle capacità produttive in certe industrie, ma anche ad una crescita dell'attività economica che deve essere moderate per permettere al tasso di inflazione di ritrovare un declino.

Secondo i calcoli del banco, la crescita annuale di prezzi è stata di 8% nelle ultime settimane, con un aumento notevole dal 4,8% della seconda metà del 2026. La crescita dei prezzi core è aumentata fino a 6,2% rispetto ai 4,5% nell'intervallo precedente. Oggi, il Banco di Russia ha annunciato che la sua prospettiva di base previsionale anticipa una media di tasse di interesse tra 12,5% e 13,5% nel 2027, con un inflazione prevista di ritorno all'obiettivo di 4% nel 2027.

Il banco ha avvertito che gli aspetti inflazionari rimangono dominanti rispetto alle preoccupazioni di disinflazione nel breve termine. I rischi più grandi includono imbarazzi di forza lavoro, tensioni geopolitiche, crescita di salari superiore alla produttività laboriosa e continue tensioni di prezzo, anche se l'economia sta gradualmente rilassando le pressioni di forza lavoro e il mercato di lavoro è vicino a livelli storici bassi. Il tasso di interesse ha subito una graduale diminuzione da 21% a 14%, con un numero di scarti di rate che si sono verificati nel corso di un periodo di tempo lungo.

L'economia russa continua a registrare un aumento di prezzi elevati, ma non ancora diminuiti, che si estendono su un periodo di circa sei mesi. Le analisi del banco indicano che questo trend è dovuto principalmente a una riduzione temporanea delle capacità produttive in certe industrie, ma anche ad una crescita dell'attività economica che deve essere moderate per permettere al tasso di inflazione di ritrovare un declino.