Un caso specifico di conflitto tra le leggi e la pratica dell'INPSHo iniziato il mio percorso lavorativo a dicembre 1975 e l'ho concluso a marzo del 2009. Dopo ho percepito solo nel 2015 un importo relativo al rimpatrio dall'estero, quindi contributi figurativi che appartengono alla quota B del calcolo in quanto maturati dopo dicembre 2011. A dicembre 1995 avevo già quasi 20 anni di contributi.

Gradirei ricevere un vostro parere, in quanto ho intenzione di procedere contro l'INPS in tribunale. I requisiti descritti possono dare diritto al ricalcolo della pensione di vecchiaia con la neutralizzazione dei contributi svantaggiosi, a una condizione da accertare sulle date: la riduzione di orario deve essere iniziata entro gli ultimi cinque anni di contribuzione, nei quali rientrano anche i contributi figurativi accreditati dopo il rimpatrio. Prima di pensare ad azioni legali, la strada più semplice è la domanda all'INPS: se il lavoratore rientra nelle condizioni di legge, l'istituto ricalcola la pensione.

Il ricorso al giudice serve soprattutto a recuperare gli arretrati, che per le pensioni liquidate da anni la prassi INPS considera persi per decadenza e la Cassazione recupera in parte. Nella mia situazione, non sono in grado di fornire cifre precise, ma posso dire che ho dovuto affrontare problemi legati alle mie opzioni lavorative e ai contributi previdenziali. Previdenza sociale Contributi versati in diverse gestioni MARTEDÌ 13 OTTOBRE 2026 Gentili Consulenti del lavoro, ho 58 anni e lavoro attualmente come dirigente sanitario presso l'Azienda Ospedaliera Monaldi.

Dal 1996 al 2014 ho svolto attività libero-professionale come biologa, versando circa 18 anni di contributi all'ENPAB, la Cassa previdenziale dei biologi. Successivamente, dal 2016 a ottobre 2017, ho lavorato part-time come biologa presso una struttura privata. Dopo un periodo di disoccupazione da gennaio a maggio 2018, da giugno 2018 lavoro come dirigente sanitario presso l'Azienda Ospedaliera Monaldi, con contribuzione previdenziale da dipendente pubblico.

Vorrei sapere quale sia la soluzione più conveniente ai fini pensionistici: ricongiungere i contributi ENPAB alla gestione INPS oppure mantenerli separati, ricorrendo eventualmente al cumulo gratuito o alla totalizzazione. A 58 anni, considerando gli anni che mi separano dalla pensione, sarebbe conveniente? Cordialità Angela Risposta a cura di Francesca Zucconi Consulente del lavoro Collabora con I contributi versati sia nella cassa professionale che in INPS e gestione pubblica rientrano tutti nel sistema contributivo: la scelta di come utilizzare i contributi incide quindi soprattutto sull'età di uscita e sui costi.

Queste le principali possibilità: " il cumulo gratuito è la soluzione di base, somma senza oneri tutti i periodi (circa 37 anni a 67 anni) e le dà un'unica pensione di vecchiaia a 67 anni e 3 mesi dal 2028, salvo ulteriori adeguamenti. Non consente però l'uscita anticipata a 64 anni; " la totalizzazione è sconsigliabile: prevede una finestra di 18 mesi che ritarda la decorrenza; " la ricongiunzione dei contributi ENPAB nella gestione pubblica è onerosa, ma l'onere è interamente deducibile; aumenta il montante e consente la pensione anticipata a 64 anni, purché l'assegno raggiunga almeno 3 volte l'assegno sociale (3,2 volte dal 2030). La valutazione è da fare solo se desidera uscire prima, dopo aver richiesto all'INPS il prospetto dei costi: la domanda non è vincolante.

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