La legge, approvata nel novembre 2024, definisce i casi in cui saranno valide le direttive mediche anticipate e introduce tutele per sanitari e soccorritori che le rispettano. L’Advance Decision on Life-sustaining Treatment Ordinance entrerà in vigore a Hong Kong il 31 luglio. Secondo il South China Morning Post, unica fonte disponibile, la legge riconosce ai pazienti la possibilità di rifiutare in anticipo alcuni trattamenti di sostegno vitale quando si trovano in condizioni terminali e non sono più mentalmente capaci di esprimere una decisione.

Il provvedimento era stato approvato dal Consiglio legislativo nel novembre 2024. La nuova disciplina riguarda due strumenti distinti: la direttiva medica anticipata e l’ordine di non tentare la rianimazione cardiopolmonare, indicato con la sigla DNACPR. Entrambi erano già impiegati negli ospedali pubblici di Hong Kong dal 2010 sulla base della common law.

La legge introduce ora un quadro normativo specifico e offre protezione giuridica agli operatori sanitari e ai soccorritori che rispettano le disposizioni valide formulate dai pazienti. Con una direttiva anticipata, una persona stabilisce per iscritto quali cure non vuole ricevere nel caso in cui le sue condizioni peggiorino fino a impedirle di decidere autonomamente. Fra i trattamenti citati dalla testata figurano la rianimazione cardiopolmonare, le trasfusioni di sangue, la nutrizione artificiale e l’idratazione artificiale.

La direttiva non equivale tuttavia a un rifiuto generalizzato delle cure: può essere attivata soltanto nelle situazioni definite dalla normativa. Il primo caso previsto è quello di un paziente in fase terminale a causa di una condizione medica avanzata e irreversibile, con un’aspettativa di vita stimata in giorni, settimane o mesi. La seconda ipotesi comprende lo stato vegetativo persistente e il coma irreversibile.

La terza riguarda altre patologie allo stadio finale, irreversibili e tali da limitare la durata della vita, come l’insufficienza renale terminale e la demenza. La perdita della capacità decisionale, da sola, non basta quindi a rendere efficace una direttiva. La dottoressa Doris Tse Man-wah, presidente del comitato di etica clinica della Hospital Authority, ha dichiarato al South China Morning Post che gli incidenti automobilistici e le altre malattie acute non rientrano nei criteri stabiliti dalla legge.

Le volontà anticipate operano esclusivamente quando ricorre almeno una delle tre condizioni contemplate. L’ordine DNACPR ha un ambito più circoscritto rispetto alla direttiva medica anticipata. Il documento dispone che non venga tentata la rianimazione cardiopolmonare qualora un paziente che soddisfa i requisiti previsti dalla legge subisca un arresto cardiopolmonare.

Stando alla fonte, lo strumento è destinato anche a fornire istruzioni inequivocabili ai soccorritori negli ambienti extraospedalieri, dove un medico o altro personale sanitario potrebbe non essere presente. La possibilità di predisporre una direttiva è riservata agli adulti mentalmente capaci. Il documento deve essere redatto per iscritto; potranno essere utilizzati i modelli raccomandati dal governo, elaborati per rendere chiare le istruzioni e assicurare il rispetto dei requisiti legali.

La sottoscrizione deve avvenire davanti ad almeno due testimoni e uno di loro deve essere un medico registrato. La direttiva potrà restare in formato cartaceo ed essere archiviata elettronicamente sulla piattaforma sanitaria eHealth di Hong Kong. Il governo intende inoltre permettere, in una fase successiva, la sottoscrizione direttamente attraverso il sistema digitale.

La ricostruzione disponibile non indica quando questa funzione sarà attivata né descrive le procedure tecniche che verranno richieste agli utenti. Il provvedimento interviene anche sulle responsabilità di chi presta assistenza. Medici, altri operatori sanitari e soccorritori saranno tutelati sul piano legale quando daranno esecuzione alle direttive mediche previste dalla normativa.

Questo aspetto assume particolare rilievo per gli ordini di non rianimazione applicati fuori dagli ospedali, dove occorre consentire a chi interviene di verificare rapidamente l’esistenza e la validità delle volontà del paziente. Con l’entrata in vigore del 31 luglio, Hong Kong trasferisce dunque in una cornice legislativa pratiche già presenti da anni nel sistema sanitario pubblico. Restano da osservare l’applicazione concreta delle direttive nelle emergenze extraospedaliere e l’integrazione con eHealth.

La sola fonte disponibile non precisa i tempi della firma digitale né gli eventuali protocolli operativi aggiuntivi destinati a strutture sanitarie, medici e squadre di soccorso.