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Lettura criticaCosa è successo. Le industrie petrolieri e benziniane hanno chiesto un "tetto dinamico" alle autorità governative, che dovrebbe essere esteso a tutti gli operatori della rete di distribuzione, inclusi quelli che riforniscono settori produttivi come il trasporto e l'agricoltura. Questa richiesta mira a garantire equità nel mercato, evitando distorsioni di concorrenza e mantenendo le condizioni professionali degli operatori indipendenti.
Una proposta di equità nel mercato dei combustibiliLa richiesta di Assopetroli-Energia, al termine della riunione straordinaria di stamattina, è simile a quella proposta da Faib e Fegica: "Chiediamo una iniziativa normativa che disponga - a legislazione invariata - un price cap temporaneo, dinamico ed equilibrato, mettendo a disposizione di ciascuna forza politica analisi, studio e proposte articolate già in sintesi anticipate in Senato". La Cisl ha sottolineato che il limite deve agire sui margini che si formano a monte, senza scaricarne il costo sui gestori, che lavorano con pochi centesimi al litro. "Gran parte delle rete di distribuzione, oltre il 35%", spiega Sebastiano Gallitelli, segretario generale di Assopetroli-Assoenergia, "è fatta di operatori indipendenti che comprano da chi oggi applica il price cap, e se il tetto non è esteso alle forniture rischiano di chiudere. Si dia la possibilità a tutti di concorrere", spiega Gallitelli.
Se il tetto al prezzo dei carburanti non viene esteso anche al resto della rete distributiva, "è una distorsione della concorrenza, che non possiamo che far altro che denunciare". Il rischio è quindi che una misura positiva per i consumatori, se applicata soltanto a una parte del mercato, finisca per creare uno squilibrio competitivo. Questo problema è stato evidenziato anche dal Palazzo Chigi, chiedendo in prima battuta che il governo convochi a un tavolo immediato tutti gli altri operatori della filiera.
La distribuzione indipendente rappresenta più di un terzo della rete italiana, con oltre 300 marchi e migliaia di impianti sul territorio. I distributori indipendenti acquistano il carburante all'ingrosso per rivenderlo nei propri impianti: se il loro prezzo di acquisto non viene calmierato, mentre le reti di Eni e Ip da oggi possono vendere carburante al consumatore a prezzi calmierati, "gli indipendenti saranno estromessi dal mercato perché impossibilitati ad offrire condizioni analoghe", spiega Assopetroli, ricordando che "al prezzo di acquisto devono aggiungere i costi necessari per trasportare e distribuire il prodotto e gestire l'impianto". Il rischio è quindi che una misura positiva per i consumatori, se applicata soltanto a una parte del mercato, finisce per creare uno squilibrio competitivo.
In conclusione, le industrie petrolieri e benziniane chiedono un "tetto dinamico" alle autorità governative, che dovrebbe essere esteso a tutti gli operatori della rete di distribuzione, inclusi quelli che riforniscono settori produttivi come il trasporto e l'agricoltura. Questa richiesta mira a garantire equità nel mercato, evitando distorsioni di concorrenza e mantenendo le condizioni professionali degli operatori indipendenti.
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