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Lettura criticaIl centrodestra non è mai stato tanto in difficoltà come adesso, ma se il Campo largo della sinistra continua a farsi un autogol dietro l'altro, la Meloni può dormire sonno tranquilli. Basta leggere l'ultima intervista di Bonelli di Avs al Foglio per rendersene conto. Sarà che il caldo torrido annebbia le menti ma il messaggio lanciato giovedì scorso su “Il Foglio” dal cofondatore di Avs, Angelo Bonelli, sembra fatto apposta per avvertire il Campo largo: “Compagni, l’importante è perdere”.
Tre autogol uno dietro l’altro su temi cruciali del centrosinistra sembrano una garanzia assoluta di prossima sconfitta politica e di sicuro spaventano il ceto medio, senza il quale ogni vittoria elettorale diventa una pia illusione. Il primo autogol di Bonelli è, guarda caso, sull’Ucraina: “Basta armi a Kiev e sanzioni anche per l’Ucraina”. Pensate alla gioia di Vladimir Putin che nelle settimane precedenti aveva già incassato le rassicurazioni dell’ineffabile Giuseppe Conte.
I segnali piu rilevanti emersi finora indicano pressione competitiva e domanda. Per le aziende il nodo non e solo la crescita dei volumi: conta la qualita dei ricavi, la tenuta del portafoglio clienti e la sostenibilita del margine netto nel prossimo trimestre. Nel breve periodo, la leva decisiva resta l'execution commerciale: tempi di ingresso, canali e selezione dei mercati potrebbero determinare la differenza tra espansione e compressione dei margini.
Pensate alla gioia di Vladimir Putin che nelle settimane precedenti aveva già incassato le rassicurazioni dell’ineffabile Giuseppe Conte. Bonelli sollecita un interlocutore diplomatico per Putin, ma finora chi ha negato disponibilità alle trattative di pace? Ma allora, scrive al Foglio l’arguto Michele Magno: “Se è inutile dare le armi a Zelensky perché (secondo il cofondatore di Avs) non può vincere. è inutile dare i voti a Bonelli perché non può vincere le elezioni”.
Poi arrivano le proposte di Avs sulla politica economica: rivedere il Jobs Act e patrimoniale per i più ricchi. Ma è un abbaglio d’estate o nel giugno del 2025 c’è già stato un referendum contro il Jobs Act promosso dalla Cgil e finito con la umiliante mancanza del quorum? La sinistra vuol perdere un’altra volta o prima poi riconoscerà che nella crescita dell’occupazione e nella riduzione dei contratti a termini di questi anni il Jobs Act ha avuto qualche merito?
Infine la patrimoniale, ma – avverte Bonelli – “solo per i redditi sopra i due milioni euro”.
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