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Lettura criticaI produttori chiedono di alleggerire il mandato sulle vendite a zero emissioni. Per la SMMT, l’incertezza condiziona le scelte sui prossimi modelli e sulle nuove generazioni di veicoli. Secondo Hawes, alcuni produttori già presenti nel Regno Unito stanno valutando la possibilità di costruire nuovi modelli negli impianti britannici, ma non hanno ancora assunto gli impegni finali.
Il nodo indicato dal dirigente riguarda il mandato sui veicoli a emissioni zero, la disciplina che impone alle case di aumentare ogni anno la quota di automobili elettriche vendute fino al 2030. La definizione delle regole è diventata così una variabile centrale nelle decisioni industriali. La SMMT sostiene che le imprese attendano una soluzione e, in particolare, un allentamento del mandato prima di decidere dove assegnare i prossimi modelli e le future generazioni di veicoli.
Nelle parole riportate dal Guardian, Hawes ha collegato direttamente i programmi d’investimento alla revisione della normativa. La questione non riguarda quindi soltanto il ritmo delle vendite elettriche, ma anche la pianificazione degli stabilimenti britannici e la loro capacità di ottenere nuove produzioni. L’industria automobilistica britannica ha esercitato una forte pressione sul governo laburista perché riduca la severità degli obblighi.
Il mandato, nella sua impostazione attuale, costringe i costruttori a collocare sul mercato una percentuale crescente di vetture elettriche ogni anno. Le imprese chiedono maggiore flessibilità, mentre l’esecutivo deve bilanciare gli obiettivi della transizione automobilistica con le richieste di un comparto che lega le proprie scelte produttive alla sostenibilità commerciale delle regole. Jonathan Reynolds, tornato alla guida del dicastero delle Attività produttive sotto Andy Burnham, ha indicato che il governo è probabilmente orientato ad attenuare il mandato.
La fonte non precisa quale forma potrebbe assumere la modifica, né riferisce una decisione definitiva. Restano dunque da stabilire l’entità dell’eventuale revisione, i suoi tempi e le modalità con cui verrebbe modificato il percorso di crescita delle vendite elettriche previsto fino al 2030. L’attesa normativa si inserisce in una fase complessa per il settore.
Stando al Guardian, l’industria britannica deve affrontare contemporaneamente la concorrenza proveniente dalla Cina, i dazi statunitensi e i costi aggiuntivi necessari per investire nelle tecnologie elettriche. Questi fattori aumentano la pressione sui produttori proprio mentre devono scegliere quali modelli costruire, quali impianti aggiornare e dove destinare il capitale per la successiva generazione di automobili. Il caso di BMW offre un’indicazione concreta del clima di cautela.
La società ha rinviato i piani per produrre versioni elettriche della Mini nello stabilimento di Oxford, secondo quanto riportato dalla fonte. Il Guardian non fornisce nel testo disponibile dettagli sull’ammontare dell’investimento, su un nuovo calendario o sulle condizioni necessarie per riattivare il progetto. Il rinvio resta però coerente con il quadro descritto dalla SMMT sulle decisioni ancora sospese.
Per gli stabilimenti britannici, l’assegnazione di un nuovo modello ha un rilievo strategico perché definisce la continuità della produzione nelle generazioni successive. Hawes ha parlato espressamente di decisioni relative al prossimo modello e alla prossima generazione, sostenendo che richiedano una risoluzione del dossier normativo. La fonte, tuttavia, non identifica gli altri costruttori coinvolti, non elenca gli impianti interessati e non quantifica il valore complessivo dei capitali in attesa.
La posizione della lobby industriale presenta l’allentamento del mandato come una condizione necessaria per sbloccare le scelte dei produttori. Si tratta però della valutazione della SMMT, riportata da un’unica fonte, e non di un impegno formalizzato dalle singole case. Nel materiale disponibile non compaiono dichiarazioni dirette del governo sui dettagli della riforma, né conferme dei costruttori circa investimenti automatici nel Regno Unito qualora gli obblighi fossero effettivamente ridotti.
Il prossimo passaggio sarà quindi la definizione della linea governativa sul mandato a emissioni zero. Da quella scelta dipenderà, secondo Hawes, la possibilità di portare a conclusione alcune decisioni sui nuovi modelli. Rimangono aperte due questioni: quanto il governo intenda modificare le regole e quali investimenti le case siano pronte ad approvare dopo il chiarimento.
Finché questi elementi non saranno resi pubblici, la portata industriale dell’eventuale revisione resterà difficile da misurare. — Nora Albrizzi
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