Come le aziende si adattano al cambiamento per superare l'incertezzaI dati mostrano che le imprese italiane stanno passando da una gestione episodica del rischio a un modello strutturato di adattamento, fondato su solidità operativa, innovazione e cicli decisionali più brevi. L'82% dei ceo italiani ritiene conclusa l'era delle supply chain globali costruite con l'obiettivo di ottimizzare i costi, a favore di configurazioni più robuste e flessibili, mentre per il 72% la velocità del cambiamento rende ormai sostanzialmente obsoleto il tradizionale approccio alla pianificazione triennale di investimenti e obiettivi. Il costo dell'energia, diventato una delle preoccupazioni più immediate, è diventato una delle principali pressioni attese nei prossimi dodici mesi.

Per le imprese questo si traduce nella difficoltà di pianificare costi, margini e investimenti. Marco Daviddi, Managing Partner EY-Parthenon in Italia commenta: "In un contesto in cui l’incertezza è diventata una condizione strutturale, per le imprese prevedere correttamente il futuro conta meno che sviluppare la capacità di adattarsi rapidamente ai cambiamenti. Le aziende stanno passando da una gestione episodica del rischio a un modello strutturato di adattamento, fondato su solidità operativa, innovazione e cicli decisionali più brevi."Secondo la nuova edizione dell'EY-Parthenon Bulletin, il progetto editoriale di EY che analizza, su base trimestrale, elementi di Strategy, Transactions e Transformations con cui si confrontano aziende, investitori e istituzioni, le imprese operano oggi in un contesto in cui l'incertezza non rappresenta più una fase transitoria, ma una condizione strutturale, nella quale la capacità di risposta al cambiamento assume un peso crescente nelle scelte strategiche e operative.

L'ultimo aggiornamento dell'EY-Parthenon Ceo Outlook, condotto su 50 ceo italiani, restituisce infatti un sistema di rischi ravvicinati e interdipendenti, senza una minaccia dominante. Tra le principali pressioni attese nei prossimi dodici mesi, il 42% dei ceo indica la volatilità macroeconomica, il 40% l'incertezza normativa o di policy, il 38% le interruzioni del commercio e delle supply chain e il 36% le tensioni geopolitiche, l'instabilità e i conflitti. A questo quadro si aggiunge il costo dell'energia, diventato una delle preoccupazioni più immediate, con le pressioni sui prezzi tornate a intensificarsi dall'inizio di settembre.

Per le imprese questo si traduce nella difficoltà di pianificare costi, margini e investimenti. La soluzione per le imprese è quindi trovare un equilibrio tra la solidità operativa e la capacità di adattarsi rapidamente ai cambiamenti. Questo significa sviluppare nuove strategie di marketing e comunicazione che permettano di mantenere contatto con il mercato e di rispondere alle variazioni nel contesto economico.

Il cambiamento ha anche portato alla necessità di una rete di collaborazione internazionale più stretta. Le imprese stanno cercando di creare un network di relazioni con aziende di altri paesi per poter offrire servizi e prodotti in modo più efficiente e rapido. Questa rete di collaborazione internazionale è essenziale per le imprese italiane perché offre nuovi mercati e opportunità di business growth.

Infine, le imprese italiane sono in cerca di innovazione continua per rimanere al passo con i cambiamenti tecnologici e ambientali. Questo include l'adottanza di nuove tecnologie come blockchain e IoT, ma anche l'innovazione in termini di progettazione e produzione dei prodotti. L'importante è trovare un equilibrio tra la ricerca di nuove idee e la pratica quotidiana della gestione delle attività.