Il futuro Sifa riguarderà energia, agroalimentare, digitale, logistica e materie prime critiche. Sul tavolo anche cacao, tracciabilità e accesso al mercato. La Commissione europea ha annunciato l’avvio dei negoziati con la Costa d’Avorio per un Accordo sulla facilitazione degli investimenti sostenibili, indicato con l’acronimo Sifa.

L’obiettivo dichiarato da Bruxelles è rafforzare il quadro economico bilaterale, riducendo gli ostacoli che frenano gli investimenti e offrendo alle imprese condizioni più trasparenti, prevedibili ed efficienti. Il negoziato si apre mentre le due parti celebrano il decimo anniversario del loro Accordo di partenariato economico. La posta in gioco è misurabile.

Secondo la Commissione, nel 2024 lo stock degli investimenti diretti esteri dell’Unione europea in Costa d’Avorio ha raggiunto 3,8 miliardi di euro. L’Ue viene indicata come il principale partner commerciale e finanziario del Paese, che Bruxelles definisce la terza economia dell’Africa occidentale. Il nuovo accordo dovrebbe quindi intervenire su una relazione già rilevante, non su un mercato ancora privo di capitali europei.

La distribuzione degli investimenti rivela dove si concentra oggi l’interesse dell’Unione. Stando a una mappatura europea citata dalla Commissione, circa il 60% dei capitali Ue confluisce nei servizi, comprendendo costruzioni, servizi energetici, trasporti e distribuzione. La manifattura segue nella graduatoria, ma la comunicazione non fornisce né la sua quota precisa né una ripartizione completa degli altri comparti.

Resta quindi incompleto il quadro quantitativo della presenza europea. Il Sifa punta ad ampliare questo perimetro. I settori individuati come dotati di un significativo potenziale di crescita sono energie rinnovabili, filiere agroalimentari, innovazione digitale, pesca, trasporti e logistica, oltre alle materie prime critiche.

Per Bruxelles, il miglioramento del contesto operativo dovrebbe favorire sia gli investitori europei sia le imprese locali, contribuendo alla diversificazione dell’economia ivoriana e a uno sviluppo economico inclusivo di lungo periodo. Il nuovo strumento non sostituirà il regime commerciale esistente. Dovrà invece affiancare l’Accordo di partenariato economico interinale, che ha introdotto condizioni preferenziali negli scambi tra Costa d’Avorio e Unione europea.

Nella strategia della Commissione, i due accordi avranno funzioni complementari: l’Epa sul versante dell’accesso commerciale, il Sifa su quello dell’ambiente per gli investimenti. L’efficacia dipenderà però dalle regole concrete che emergeranno dal negoziato. Un capitolo specifico riguarderà il cacao, prodotto considerato centrale tanto per la Costa d’Avorio quanto per i rapporti con il mercato europeo.

La Commissione afferma che le discussioni partiranno dal lavoro già svolto attraverso l’iniziativa congiunta per il cacao sostenibile. I temi indicati sono gli investimenti responsabili, la tracciabilità e la capacità delle filiere di resistere agli shock. La fonte non precisa ancora quali obblighi, controlli o meccanismi applicativi potranno essere inseriti nell’accordo.

Il negoziato si colloca in una fase di crescente frammentazione dell’economia globale e di maggiore incertezza geopolitica. La Commissione presenta il Sifa come parte della politica europea volta ad allargare la rete di partenariati economici ritenuti affidabili, sostenere la crescita e creare opportunità per le aziende. Nella comunicazione, tuttavia, non vengono indicate stime sull’aumento atteso degli investimenti, sui nuovi flussi commerciali o sull’occupazione potenzialmente generata.

Il confronto sugli investimenti è stato preceduto dall’ottava riunione del Comitato Epa tra Ue e Costa d’Avorio. Secondo Bruxelles, le parti hanno confermato l’impegno ad applicare pienamente l’accordo economico e a rafforzare le relazioni commerciali e finanziarie. La discussione ha incluso liberalizzazione tariffaria, accesso ai mercati, cooperazione doganale, proprietà intellettuale, progetti comuni e partecipazione della società civile: dossier che incidono direttamente sui costi e sui tempi degli scambi.

Il mandato politico era già stato predisposto. Il 12 giugno 2025 il Consiglio dell’Unione europea aveva autorizzato la Commissione ad aprire, per conto dell’Ue, i negoziati con la Costa d’Avorio sulla facilitazione degli investimenti. Il passaggio annunciato ora trasferisce quel mandato sul terreno negoziale.

La comunicazione non riporta però un calendario delle sessioni, una data prevista per la conclusione né le successive tappe necessarie per l’entrata in vigore. Restano dunque da definire gli elementi decisivi: impegni delle parti, strumenti di attuazione, verifiche sulla sostenibilità e ricadute effettive per le imprese ivoriane. Al di là della discordanza, l’esito economico dipenderà dal testo finale e dalla capacità dei due accordi di produrre accesso reale al mercato e investimenti aggiuntivi.