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Lettura criticaIl fondatore di Tron avrebbe investito quasi 200 milioni di dollari nelle iniziative digitali dei Trump; ora accusa World Liberty Financial di aver congelato illegalmente i suoi asset, mentre la società replica con una causa per diffamazioneSecondo la ricostruzione del Guardian, Donald Trump ha ottenuto almeno 2,2 miliardi di dollari nell’arco di un anno e non meno di 1,4 miliardi sono arrivati dalle sue attività nel settore delle criptovalute. Il comparto digitale rappresenterebbe quindi la componente dominante delle entrate indicate dalla fonte, nonostante il presidente non avesse precedenti professionali specifici in questo mercato. La traiettoria finanziaria conduce a Justin Sun, imprenditore cinese, fondatore della blockchain Tron e amministratore delegato di BitTorrent.
Negli ambienti di Washington, riferisce il quotidiano britannico, Sun viene considerato una forza finanziaria determinante dietro le iniziative crittografiche della famiglia Trump. Avrebbe investito quasi 200 milioni di dollari del proprio patrimonio nei progetti legati agli asset digitali dei Trump. La dimensione dell’investimento colloca la relazione su un piano strategico, oltre che commerciale.
Da una parte c’è una famiglia presidenziale capace di trasformare la propria notorietà politica in un’attività digitale da oltre un miliardo di dollari; dall’altra un imprenditore già affermato nell’industria delle criptovalute, interessato a ridurre la distanza tra finanza tradizionale e mercati decentralizzati. La fonte, tuttavia, non specifica quale quota dei ricavi attribuiti a Trump derivi direttamente dai capitali di Sun. Il confronto proposto dal Guardian con lo scandalo Teapot Dome serve a rappresentare la scala economica del fenomeno.
Negli anni Venti Albert Fall, segretario agli Interni durante la presidenza di Warren G Harding, ricevette circa 400.000 dollari in tangenti, equivalenti secondo la fonte a circa 6 milioni attuali. I 2,2 miliardi attribuiti a Trump in un anno risultano tra 200 e 300 volte superiori a quella somma rivalutata. Il parallelo non implica però un’equivalenza sul piano giuridico.
Teapot Dome riguardava il pagamento di tangenti, mentre le somme associate a Trump sono descritte come entrate provenienti da iniziative commerciali. Il punto comune è piuttosto la centralità del rapporto tra potere pubblico e interessi economici privati, accentuata in questo caso dalla presenza di un investitore di grande peso e dalla limitata trasparenza disponibile sulla struttura delle operazioni. Trump aveva già commercializzato il proprio marchio attraverso prodotti rivolti alla sua base politica, comprese Bibbie e scarpe sportive dorate.
Le criptovalute hanno però prodotto un salto di scala. In base ai dati riportati, quasi due terzi delle entrate complessive considerate provengono dalle attività digitali, trasformando un settore nel quale il presidente era inizialmente privo di esperienza in uno dei cardini della sua economia privata. Sun ha accompagnato la propria attività imprenditoriale con una comunicazione fortemente personale.
Si definisce promotore miliardario delle criptovalute ed è diventato noto anche fuori dal settore dopo avere acquistato per oltre 6 milioni di dollari “Comedian”, l’opera costituita da una banana fissata a una parete con nastro adesivo, per poi mangiarla. Al Guardian ha sostenuto che il successo delle criptovalute richieda il superamento dei confini con la finanza tradizionale. L’allineamento con i Trump non ha tuttavia prodotto una relazione stabile.
Sun ha avviato un’azione legale contro World Liberty Financial, la società crittografica legata alla famiglia, accusandola di avere congelato illegalmente i suoi asset. L’azienda ha risposto con una causa per diffamazione. Le due iniziative contrapposte segnano il passaggio da una collaborazione sostenuta da ingenti capitali a un contenzioso sui poteri esercitati dalla società e sulle affermazioni dell’investitore.
L’accusa di Sun pone una questione di governance: chi dispone dell’autorità necessaria per impedire a un investitore di utilizzare o trasferire strumenti digitali e in base a quali regole. La controcausa di World Liberty Financial introduce invece un fronte reputazionale. Negli elementi disponibili non compaiono dettagli sulle somme interessate dal congelamento, sulle motivazioni formali della decisione o sui danni richiesti dalle parti.
Restano inoltre da chiarire la struttura completa dei rapporti finanziari tra Sun e le iniziative dei Trump, il contributo effettivo dei suoi investimenti alla crescita dei ricavi e le conseguenze delle cause sulla gestione di World Liberty Financial. Il contenzioso potrebbe far emergere nuovi elementi sui diritti attribuiti agli investitori e sui meccanismi di controllo degli asset. Al momento, la fonte non indica né l’esito atteso né i tempi della battaglia giudiziaria.
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