Esentati energia, potassio, pesce e minerali critici. Il governo canadese offre il dialogo, mentre l’Ontario sollecita contromisure equivalenti. La misura è stata riportata dal Korea Times, unica fonte disponibile, secondo cui Trump ha firmato tre proclamazioni basate sulla Sezione 338 del Trade Act del 1930.

Un funzionario dell’amministrazione statunitense, che ha parlato con i giornalisti a condizione di anonimato, ha anticipato il contenuto dei provvedimenti e collegato l’intervento alle precedenti controversie commerciali con il Canada. Stando alla ricostruzione della testata, il funzionario ha sostenuto che il Canada sia stato uno dei pochi Paesi, oltre alla Cina, ad avere reagito ai precedenti dazi introdotti da Trump. L’amministrazione ritiene quindi che Ottawa debba rispondere delle proprie iniziative.

La fonte non fornisce però un elenco dettagliato delle misure canadesi contestate, né indica il valore degli scambi che sarà sottoposto alla nuova aliquota. L’applicazione non sarà generalizzata. Dai dazi saranno esclusi i prodotti energetici, il potassio, il pesce e i minerali critici.

Le tariffe comprenderanno invece anche beni che in precedenza entravano negli Stati Uniti senza imposte grazie all’accordo commerciale fra Stati Uniti, Messico e Canada, l’USMCA. Questa estensione rende il provvedimento rilevante anche per filiere che avevano operato nel quadro preferenziale nordamericano. Il Korea Times riferisce che l’accordo del 2020 non è stato rinnovato dagli Stati Uniti e che ciò ha aperto una nuova fase di trattative, potenzialmente destinata a proseguire fino al 2036.

La fonte non precisa le tappe previste per questo percorso. Il nuovo intervento tariffario si inserisce dunque in un rapporto commerciale già sottoposto a negoziati e riguarda due economie caratterizzate da stretti legami produttivi. Secondo una scheda informativa della Casa Bianca citata dalla testata, le tariffe diventeranno operative dopo 30 giorni.

Il periodo precedente all’entrata in vigore potrà essere utilizzato per tentare di raggiungere un’intesa. La fonte ricorda inoltre che Trump, in passato, non ha sempre applicato gli aumenti delle imposte sulle importazioni nei termini inizialmente annunciati. Non è quindi ancora definito se le nuove aliquote scatteranno integralmente alla scadenza indicata.

Il primo ministro canadese Mark Carney ha affermato in una nota che il suo governo continua a riconoscere i benefici di un commercio libero ed equo. Ha inoltre richiamato la conclusione di oltre 20 nuove partnership in campo economico e nella sicurezza. Carney ha dichiarato che il Canada è pronto a un confronto intenso con l’amministrazione Trump per affrontare le questioni ancora aperte fra i due Paesi.

Carney ha sostenuto che la disputa commerciale abbia già aumentato i costi a carico delle famiglie, in particolare negli Stati Uniti. Il primo ministro non ha indicato specifiche ritorsioni immediate, mantenendo invece aperta l’opzione negoziale. La sua posizione lascia al governo canadese margine per valutare le prossime mosse durante la finestra di 30 giorni comunicata da Washington.

Più dura la reazione del premier dell’Ontario Doug Ford. In un messaggio pubblicato sui social media, Ford ha affermato che, qualora i dazi entrassero in vigore, il Canada dovrebbe rispondere con tariffe equivalenti, sia per aliquota sia per valore. La proposta non risulta ancora tradotta in una decisione del governo federale, ma segnala la pressione interna per una risposta proporzionata alle misure statunitensi.

Candace Laing, amministratrice delegata della Camera di commercio canadese, ha giudicato deplorevole l’iniziativa dell’amministrazione Trump. Ha tuttavia invitato Stati Uniti e Canada a sfruttare il periodo precedente all’applicazione per ottenere progressi sostanziali verso trattative formali. Anche Chris Swonger, amministratore delegato del Distilled Spirits Council of the United States, ha sollecitato un accordo, secondo quanto riferito dal Korea Times.

La testata segnala rischi di aumento dell’inflazione e di ulteriore deterioramento delle relazioni fra Washington e Ottawa, ma la fonte disponibile non presenta stime quantitative sull’impatto economico. Restano inoltre da definire l’eventuale risposta del Canada, il perimetro concreto dei negoziati e il trattamento delle singole categorie di merci. L’esito dipenderà dai colloqui nelle prossime settimane e dalla decisione finale della Casa Bianca sull’applicazione dei dazi al termine dei 30 giorni.