Costi più bassi, installazioni semplificate e nuove funzioni basate sull’intelligenza artificiale sostengono la domanda, ma la fonte non indica metodologia e autori della previsione. Il mercato globale della sicurezza domestica potrebbe superare i 163 miliardi di dollari nell’arco dei prossimi nove anni. La stima, riferita dal Corriere della Sera ad analisti non identificati nel materiale disponibile, si confronta con un valore di circa 40 miliardi registrato lo scorso anno.

Si tratterebbe dunque di una crescita superiore a quattro volte il livello di partenza, sostenuta dall’allargamento dell’offerta e dalla crescente attenzione alla protezione delle abitazioni. La sicurezza della casa non coincide più soltanto con l’allarme tradizionale. Secondo la fonte, il settore comprende videocamere intelligenti contro le intrusioni, sensori e rilevatori, dispositivi che segnalano allagamenti o fughe di gas, serrature digitali e altri strumenti di protezione.

La stessa categoria commerciale riunisce così apparecchi destinati a rischi differenti: dall’ingresso di estranei agli incidenti domestici legati alla presenza di acqua o gas. Il Corriere individua due principali ragioni dell’espansione. Da una parte, il progresso tecnologico avrebbe ridotto i costi e reso più semplice l’installazione dei dispositivi.

Dall’altra, la domanda sarebbe alimentata dalla percezione di una maggiore insicurezza a livello globale. La fonte non offre tuttavia dati distinti per Paese, né consente di misurare separatamente il peso dei prezzi più accessibili e quello delle preoccupazioni dei consumatori. Una parte dell’innovazione riguarda le capacità delle videocamere.

Fabrice Klohoun, direttore marketing della multinazionale Reolink, sostiene che i modelli basati sull’intelligenza artificiale vadano oltre la semplice rilevazione di un movimento. Questi apparecchi possono distinguere persone, veicoli e animali, permettendo al sistema di classificare ciò che compare nell’area sorvegliata invece di produrre una segnalazione generica per ogni variazione rilevata. Stando a Klohoun, alcune videocamere possono anche seguire automaticamente un soggetto in movimento e riconoscere la presenza di pacchi lasciati davanti alla porta.

Le informazioni elaborate vengono trasmesse in tempo reale, con l’obiettivo di rendere il controllo domestico più tempestivo e più semplice da amministrare. Si tratta della valutazione di un dirigente di Reolink, società che opera direttamente nel mercato descritto, e va quindi letta come posizione aziendale. Il secondo cambiamento riguarda il modo in cui i diversi apparecchi vengono organizzati.

Alessandro Isacchi, marketing manager di Bticino, osserva che la sicurezza non è più concepita come una funzione isolata. La tendenza indicata è quella di integrare più dispositivi in un solo sistema connesso, affidando allo smartphone il controllo delle diverse componenti anche quando l’utente si trova lontano dall’abitazione. In questa configurazione, gli strumenti conservano funzioni specifiche ma condividono la medesima interfaccia.

Le videocamere sorvegliano gli spazi, i sensori verificano la presenza di acqua o gas e le serrature digitali regolano gli accessi. Il telefono diventa il punto dal quale ricevere gli avvisi e gestire gli apparecchi. Il valore economico dell’offerta tende così a spostarsi dal singolo prodotto verso l’integrazione tra più elementi della casa.

Secondo Isacchi, l’intelligenza artificiale sta assumendo un ruolo crescente nell’innovazione della sicurezza domestica. Nel quadro presentato dalla fonte, il suo impiego non aggiunge soltanto nuove funzioni alle videocamere, ma contribuisce alla trasformazione dei sistemi in reti coordinate e controllabili a distanza. Il materiale disponibile non precisa però quali altre applicazioni dell’intelligenza artificiale siano già operative, oltre alle capacità di riconoscimento e tracciamento attribuite alle telecamere.

La previsione economica rimane accompagnata da diversi elementi non specificati. La fonte non indica chi abbia elaborato la stima dei 163 miliardi, quale metodologia sia stata utilizzata o quali prodotti siano inclusi nel calcolo. Non è quindi possibile ricostruire il peso attribuito alle videocamere, agli allarmi, alle serrature digitali e ai rilevatori ambientali, né stabilire in quali aree geografiche sia attesa la crescita maggiore.

Manca inoltre un confronto tra il mercato italiano e quello internazionale. L’articolo descrive una dinamica globale e riporta le valutazioni di due manager del settore, ma non fornisce dati sull’adozione dei dispositivi nelle abitazioni italiane. Non consente neppure di verificare se la crescita attesa dipenderà soprattutto dall’aumento delle unità vendute, dall’ampliamento dei sistemi installati oppure dall’ingresso di nuove categorie di prodotti.

Il quadro delineato dalla sola fonte disponibile segnala comunque una trasformazione precisa: la protezione domestica sta passando da apparecchi separati a sistemi connessi, capaci di riconoscere eventi diversi e inviare informazioni in tempo reale. Resta da verificare se il mercato raggiungerà la dimensione prevista nei prossimi nove anni. Autori, criteri e distribuzione geografica della stima sono gli aspetti principali ancora da chiarire.