La funzionaria Kim Min-hye premiata dopo l’indagine su operazioni in TetherKim Min-hye lavora nella squadra investigativa sui cambi della Dogana regionale di Busan. Le era stato affidato l’esame di un sospetto sistema illegale di trasferimento valutario basato sulle criptovalute, un settore con il quale, all’inizio dell’inchiesta, aveva una familiarità limitata. Il caso si è poi trasformato, stando alla Korea Times, in una delle maggiori operazioni dell’anno contro i reati valutari condotte dall’amministrazione doganale coreana.

L’indagine avrebbe permesso di scoprire un’attività di cambio priva di registrazione che utilizzava Tether, indicato con la sigla USDT, per trasferire illegalmente una somma complessiva vicina a 108 miliardi di won. L’equivalente riportato dalla fonte è di circa 73 milioni di dollari. Non sono stati forniti ulteriori dettagli sulla durata delle operazioni, sul numero delle transazioni o sui soggetti che avrebbero movimentato il denaro.

Tether è descritto dalla fonte come una stablecoin ancorata al dollaro statunitense. Il suo impiego rappresentava l’elemento tecnico centrale del meccanismo esaminato dagli investigatori. La Korea Times non precisa quali piattaforme siano state utilizzate, attraverso quali giurisdizioni siano passati i trasferimenti né in che modo l’attività non registrata offrisse i propri servizi.

In un’intervista scritta concessa alla Korea Times, Kim ha spiegato che, quando ricevette l’incarico, non conosceva neppure il termine stablecoin e non aveva mai effettuato personalmente operazioni in criptovalute. Comprendere il funzionamento delle transazioni in asset digitali è stato quindi, secondo la funzionaria, uno degli ostacoli iniziali dell’inchiesta. La ricostruzione disponibile non indica quali strumenti investigativi abbiano consentito di seguire i movimenti in USDT o di collegarli all’attività valutaria contestata.

Non vengono specificati nemmeno il momento di avvio dell’indagine e la data in cui il presunto sistema è stato scoperto. La fonte attribuisce tuttavia direttamente a Kim l’individuazione del trasferimento illecito. Per il risultato ottenuto, Kim è stata nominata funzionaria doganale del mese di giugno.

Il riconoscimento viene assegnato agli addetti che si distinguono per risultati considerati rilevanti nell’amministrazione delle dogane e nelle attività investigative, secondo quanto riportato dalla Korea Times. La premiazione si è svolta presso la sede dell’Agenzia delle dogane coreana, nel complesso governativo di Daejeon. Alla cerimonia era presente Lee Jong-wook, commissario dell’agenzia, ritratto insieme alla funzionaria.

La fonte non riferisce eventuali dichiarazioni del commissario né indica se al riconoscimento siano associati ulteriori incarichi o benefici. Il caso mette al centro l’uso di un asset digitale legato al dollaro nell’ambito di un’attività valutaria che, secondo l’agenzia, operava senza registrazione. Le informazioni pubblicate non chiariscono però quali norme specifiche sarebbero state violate, se siano state formulate accuse formali o se vi siano persone arrestate, denunciate o sottoposte ad altre misure.

Restano inoltre non precisati l’origine e la destinazione dei 108 miliardi di won, così come l’eventuale recupero delle somme. La Korea Times non riporta informazioni sulle controparti delle transazioni, sui clienti dell’attività né sulla presenza di collegamenti internazionali. Non è quindi possibile stabilire, sulla base dell’unica fonte disponibile, l’estensione geografica del sistema.

Gli sviluppi giudiziari o amministrativi dell’inchiesta non sono indicati. Rimangono da chiarire l’identità dei responsabili, il periodo nel quale sarebbero avvenuti i trasferimenti e l’esito degli accertamenti successivi. Il dato comunicato dall’amministrazione doganale resta quello di circa 108 miliardi di won movimentati illegalmente tramite Tether da un operatore valutario non registrato.