Il progetto coinvolge quattro grandi banche commerciali. L’operatività completa è prevista da gennaio, dopo la revisione delle regole sui pagamenti. La rete è stata denominata Bank of Korea Won International Wire Network, abbreviata in BOK-WireInt.

Stando al Korea Times, il sistema consentirà di regolare operazioni in won al di fuori della Corea del Sud attraverso conti detenuti dagli investitori presso banche nei rispettivi Paesi. L’obiettivo dichiarato è ampliare l’accesso all’infrastruttura finanziaria coreana senza vincolare le transazioni agli orari di apertura degli istituti con sede nel Paese asiatico. Alla fase pilota parteciperanno KB Kookmin, Shinhan, Hana e Woori, quattro tra le principali banche commerciali sudcoreane.

Gli istituti stanno già conducendo test insieme alla banca centrale in vista dell’avvio previsto per settembre. Il Korea Times non fornisce indicazioni sul numero degli investitori che saranno coinvolti nella sperimentazione, né sul volume iniziale delle operazioni che transiteranno attraverso la rete. Prima del lancio, la Banca di Corea prevede di completare entro agosto la revisione delle norme che disciplinano pagamenti e regolamenti.

Il passaggio regolamentare dovrà precedere la sperimentazione, mentre l’entrata in funzione su scala completa è attesa per gennaio. La fonte non precisa la data esatta di avvio né indica eventuali condizioni che potrebbero modificare il calendario. BOK-WireInt sarà disponibile senza interruzioni nell’arco della giornata durante i giorni lavorativi, ma resterà chiusa nei fine settimana e nelle festività.

L’estensione degli orari punta soprattutto a superare il problema dei fusi orari: gli operatori stranieri potranno gestire le transazioni in won durante la propria giornata lavorativa, senza attendere l’apertura delle banche in Corea del Sud. Secondo la Banca di Corea, la nuova struttura dovrebbe rendere più semplice la gestione e l’utilizzo dei fondi denominati in won da parte degli investitori esteri. La banca centrale ritiene inoltre che un accesso più ampio al sistema di regolamento possa sostenere il tentativo della Corea del Sud di ottenere l’inclusione negli indici dei mercati sviluppati elaborati da Morgan Stanley Capital International.

Il progetto si inserisce in una più ampia revisione della disciplina valutaria sudcoreana. Il Korea Times riferisce che le autorità finanziarie avevano presentato pochi giorni prima una tabella di marcia per favorire l’internazionalizzazione del won. Il piano rappresenterebbe il maggiore riassetto del quadro regolamentare sui cambi adottato dal Paese dopo la crisi finanziaria asiatica del 1997.

La strategia è stata annunciata congiuntamente dal ministero delle Finanze e dell’Economia, dalla Banca di Corea, dalla Financial Services Commission e dal Korea Securities Depository. Le istituzioni mirano ad accrescere l’impiego del won nei mercati finanziari globali. La creazione di un sistema offshore di regolamento costituisce uno degli elementi centrali dell’intervento.

In base alla tabella di marcia descritta dalla fonte, gli investitori stranieri potranno detenere e regolare won attraverso istituzioni finanziarie estere designate, senza dover aprire un conto bancario in Corea del Sud. La modifica interviene quindi non soltanto sugli orari, ma anche sulle modalità di accesso alla valuta e sull’organizzazione dei rapporti tra intermediari coreani e operatori internazionali. Il piano prevede inoltre un allentamento dei vincoli applicati alle operazioni in won effettuate da soggetti stranieri.

Le soglie oltre le quali le transazioni di capitale richiedono una comunicazione preventiva ai sensi della legge coreana sulle operazioni valutarie saranno più che raddoppiate. Per le operazioni considerate poco rischiose per la stabilità finanziaria sarà invece possibile presentare la segnalazione dopo il loro completamento. L’effettiva portata della riforma dipenderà ora dall’esito delle prove condotte dalla banca centrale con i quattro istituti e dalla conclusione dell’adeguamento normativo atteso entro agosto.

Restano da chiarire, sulla base delle informazioni disponibili, quali intermediari esteri saranno designati, quali criteri dovranno rispettare e quali volumi potranno essere gestiti nella fase pilota prima del passaggio all’operatività completa previsto per gennaio.