La riforma punta alla convertibilità della valuta e a facilitare gli investimenti in attività denominate in wonLa Corea del Sud prepara una revisione profonda delle proprie regole valutarie per rendere il won utilizzabile più facilmente fuori dal Paese. Secondo quanto riportato dal Korea Times, il governo intende creare un sistema offshore di regolamento della valuta e ridurre i vincoli applicati alle operazioni in cambi. Le misure dovrebbero permettere agli investitori esteri di procurarsi won, conservarli e impiegarli indipendentemente dal luogo in cui operano e dagli orari di apertura delle banche coreane.

La tabella di marcia è stata annunciata congiuntamente dal ministero delle Finanze e dell’Economia, dalla Bank of Korea, dalla Financial Services Commission e dal Korea Securities Depository, stando all’unica fonte disponibile. L’intervento mira a trasformare il won da valuta soggetta a restrizioni in una moneta liberamente convertibile. Il quotidiano sudcoreano lo descrive come il maggiore riassetto della disciplina valutaria introdotta dopo la crisi finanziaria asiatica del 1997.

Il fulcro del progetto è un’infrastruttura offshore attraverso la quale soggetti stranieri potranno detenere e regolare pagamenti in won presso istituzioni finanziarie estere designate. Non sarà quindi necessario aprire un conto bancario in Corea del Sud per accedere alla valuta. Il cambiamento punta a rimuovere un ostacolo operativo che lega attualmente le transazioni alla presenza nel sistema bancario nazionale.

Il Korea Times indica come esempio il caso di un investitore con sede a New York. Con il nuovo assetto, il soggetto potrebbe ottenere won ed effettuare operazioni durante l’orario lavorativo statunitense rivolgendosi a un intermediario locale registrato presso le autorità coreane. Non dovrebbe più attendere l’apertura degli istituti in Corea del Sud, elemento che renderebbe le operazioni meno dipendenti dal fuso orario.

Il meccanismo non riguarderebbe soltanto gli operatori finanziari. Secondo l’esempio fornito dalla fonte, un turista giapponese potrebbe conservare in un conto bancario a Tokyo i won rimasti dopo il rientro dalla Corea del Sud. La valuta potrebbe così continuare a essere detenuta all’estero, invece di dover essere necessariamente riconvertita o mantenuta attraverso un rapporto bancario aperto nel Paese.

Le istituzioni incaricate del regolamento offshore saranno sottoposte a registrazione e non a un procedimento di autorizzazione preventiva. Lo ha precisato Lee Hyung-ryul, vicedirettore generale per la finanza internazionale presso il ministero, durante una conferenza informativa citata dal Korea Times. La distinzione segnala l’intenzione delle autorità di predisporre un accesso regolato al sistema senza adottare il modello più restrittivo della licenza.

La riforma è orientata anche al mercato dei capitali. Rendere il won disponibile senza limiti legati alla sede e agli orari dovrebbe, nei piani delle autorità, agevolare gli investimenti stranieri in attività denominate nella valuta sudcoreana. La fonte non specifica tuttavia quali categorie di strumenti finanziari saranno coinvolte per prime, né indica eventuali soglie, requisiti patrimoniali o obblighi operativi destinati agli intermediari esteri.

L’obiettivo di più lungo periodo è ampliare l’uso internazionale della moneta nazionale. Le autorità ritengono che una maggiore circolazione del won oltreconfine possa contribuire ad accrescere il potenziale di crescita della Corea del Sud. La tabella di marcia collega quindi la semplificazione delle transazioni valutarie a una strategia economica più ampia, che punta ad aumentare l’accessibilità degli investimenti e la presenza della valuta nei rapporti finanziari internazionali.

Il progetto interviene su un impianto normativo costruito dopo la crisi asiatica, quando la Corea del Sud adottò un quadro più vincolante per il mercato dei cambi. Il passaggio verso la libera convertibilità comporta ora una modifica dell’approccio seguito da allora. In base alle informazioni pubblicate, il sistema manterrà comunque un rapporto con le autorità coreane attraverso la registrazione degli intermediari offshore designati.

Restano da definire diversi aspetti dell’attuazione. Il resoconto disponibile non riporta una data di avvio del sistema, l’elenco dei Paesi o degli intermediari potenzialmente ammessi, né le modalità tecniche dei regolamenti. Non vengono inoltre precisati i controlli che accompagneranno l’allentamento delle norme valutarie.

I prossimi passaggi dovranno chiarire tempi, requisiti di registrazione e perimetro effettivo della nuova infrastruttura offshore.