Le nuove Huntsman V3 HE Magnetic Mini e Tenkeyless costano 120 e 140 dollari. La latenza resta vicina a quella dei modelli ottici, mentre alcune funzioni sollevano interrogativi nelle competizioni. Razer introduce due tastiere magnetiche nella famiglia Huntsman, segnando un cambiamento nella propria offerta per il gaming competitivo.

Secondo quanto riportato da The Verge, la Huntsman V3 HE Magnetic Mini viene proposta a 120 dollari, mentre la Huntsman V3 HE Magnetic Tenkeyless costa 140 dollari. Entrambe debuttano il 30 luglio 2026 e rappresentano i primi dispositivi dell’azienda dotati di switch basati sull’effetto Hall. La decisione ha una rilevanza strategica perché Razer ha finora sostenuto la superiorità degli switch ottici per gli esport e per gli utenti più esigenti.

L’apertura alla tecnologia magnetica non comporta però un completo riposizionamento: la società può continuare a indicare nei modelli ottici la soluzione più veloce, affiancandovi una proposta meno costosa con caratteristiche prestazionali molto simili. Le due nuove Huntsman sono tastiere esclusivamente cablate e adottano formati compatti. La versione Mini punta a ridurre al minimo l’ingombro, mentre la Tenkeyless elimina il tastierino numerico mantenendo una struttura più estesa.

Stando alla prova preliminare descritta da The Verge, entrambe riprendono l’impostazione estetica generalmente associata alle tastiere Razer e includono l’illuminazione RGB. Il principale elemento tecnico è costituito dagli switch lineari Hall effect. Questa tecnologia permette di programmare il punto di attuazione dei singoli tasti, offrendo quindi all’utente la possibilità di intervenire sulla sensibilità degli input.

Le tastiere includono inoltre Rapid Trigger, una funzione concepita per rendere più rapido il rilascio del comando, e raggiungono una frequenza di polling di 8KHz. The Verge indica per gli switch magnetici una latenza media di 0,6 millisecondi. Il dato è leggermente superiore agli 0,48 millisecondi attribuiti alle tastiere ottiche Huntsman, tra cui la V3 Pro.

La differenza consente a Razer di preservare la gerarchia prestazionale della gamma, anche se la distanza tra le due soluzioni risulta contenuta sulla base dei valori riportati dalla fonte. Il confronto economico è più marcato. I modelli ottici Huntsman Pro partono da 220 dollari, contro i 120 dollari della nuova Mini e i 140 dollari della Magnetic Tenkeyless.

Razer porta così una parte consistente delle funzionalità avanzate della gamma in una fascia di prezzo inferiore, ampliando potenzialmente il pubblico raggiungibile senza rinunciare alla segmentazione tra prodotti magnetici e ottici. Tra gli strumenti disponibili figura Snap Tap, che assegna la priorità all’ultimo comando di movimento immesso sui tasti A o W. La funzione può agevolare il counter-strafing, una tecnica utilizzata nei giochi competitivi per gestire con maggiore rapidità arresti e cambi di direzione.

The Verge segnala tuttavia che questa soluzione è considerata irregolare da alcuni osservatori ed è stata vietata da Valve. La presenza di Snap Tap mostra anche la complessità della strategia di prodotto nel settore delle periferiche competitive. Razer offre strumenti di personalizzazione destinati a migliorare la risposta ai comandi, ma la loro effettiva utilizzabilità può dipendere dalle regole fissate dagli sviluppatori e dagli organizzatori.

Nella dotazione citata dalla fonte compare inoltre Snap Flex, senza ulteriori dettagli sulle sue modalità operative. Il lancio consente a Razer di presidiare il segmento delle tastiere Hall effect senza abbandonare la propria tesi a favore della tecnologia ottica. L’azienda differenzia l’offerta attraverso una combinazione di prezzo, latenza e formato: ai modelli Pro rimane il vantaggio misurabile nella velocità, mentre le nuove Magnetic concentrano funzioni analoghe in dispositivi più accessibili.

Restano da valutare la risposta del mercato e il peso che la differenza di latenza avrà nelle scelte degli utenti competitivi. Anche la gestione delle funzioni controverse, a partire da Snap Tap, continuerà a dipendere dalle politiche adottate nei singoli giochi. Le prime impressioni riportate da The Verge derivano da un contatto breve con entrambi i modelli e non costituiscono una prova completa di lungo periodo.