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Lettura criticaIl piano “Valore Acqua” prevede il recupero di una vasca da 10 mila metri cubi e una nuova rete di distribuzione. Il completamento è indicato nei primi mesi del 2028. Un nuovo sistema di distribuzione delle acque superficiali dovrebbe ridurre i prelievi dalla falda della Murgia e sostenere l’agricoltura locale.
Il progetto, denominato “Valore Acqua”, nasce a Massafra, in provincia di Taranto, ed è promosso da Heineken Italia insieme ad Arif, l’Agenzia regionale per le attività irrigue e forestali. Stando all’unica fonte disponibile, Repubblica, il beneficio atteso è pari a 318 mila metri cubi d’acqua risparmiati ogni anno. L’intervento si colloca in una regione particolarmente esposta alla scarsità della risorsa.
Secondo i dati riportati dalla fonte, le riserve idriche contenute negli invasi pugliesi sono scese sotto il 50% della media registrata nell’ultimo decennio, portando la severità idrica su livelli elevati. In questo quadro, la falda della Murgia rappresenta una delle principali riserve di acqua dolce della Puglia e una componente essenziale dell’equilibrio idrico regionale. Il progetto punta a utilizzare acqua superficiale già disponibile ma attualmente non impiegata, sostituendo così una parte dei prelievi effettuati dal sottosuolo.
Il meccanismo non prevede quindi la creazione di una nuova risorsa, ma il recupero e la redistribuzione di volumi esistenti. L’obiettivo dichiarato è alleggerire la pressione sulla falda e rispondere alla crescente domanda d’acqua del settore agricolo locale. Il principale intervento infrastrutturale sarà la riattivazione di una vasca di accumulo dalla capacità di 10 mila metri cubi, oggi inutilizzata.
Al recupero dell’impianto esistente si accompagnerà la realizzazione di un nuovo sistema per distribuire le acque superficiali alle attività agricole del territorio. Repubblica indica il completamento dei lavori entro i primi mesi del 2028, senza fornire ulteriori dettagli sulla successione delle opere o sulle singole scadenze operative. Una volta entrato a regime, il sistema dovrebbe evitare che 318 mila metri cubi d’acqua all’anno vengano estratti dalla falda murgiana.
La fonte paragona questa quantità a quasi 130 piscine olimpioniche. Il dato esprime una stima del beneficio futuro associato all’intervento: nel materiale disponibile non sono specificati il metodo utilizzato per il calcolo, l’area agricola che sarà servita né la quota dei consumi locali che potrà essere coperta. La riduzione dei prelievi sotterranei avrebbe anche una funzione di protezione ambientale.
Secondo quanto riferito, l’intervento dovrebbe contribuire a contenere il rischio di salinizzazione dei suoli, un fenomeno che può compromettere la qualità dei terreni e la disponibilità di acqua utilizzabile. La sostituzione di una parte dell’acqua di falda con risorse superficiali viene inoltre presentata come uno strumento per rendere il sistema agricolo locale più resistente alle fasi di scarsità. La scelta di Massafra è legata anche alla presenza industriale del promotore.
Nel comune tarantino ha sede uno dei quattro birrifici italiani del gruppo Heineken. Il progetto viene descritto come parte del percorso dell’azienda verso una gestione più efficiente della risorsa idrica, ma l’infrastruttura annunciata è destinata a sostenere l’agricoltura del territorio e a ridurre la pressione esercitata sulla riserva sotterranea. Sempre secondo Repubblica, dal 2010 Heineken Italia ha ridotto del 60% il consumo d’acqua per ettolitro di birra prodotto.
Il rapporto sarebbe passato da sette litri d’acqua necessari per ottenere un litro di birra ai 2,9 litri indicati attualmente. Si tratta di dati comunicati nel contesto dell’iniziativa aziendale; la fonte disponibile non fornisce informazioni aggiuntive sulle modalità di misurazione o sulla verifica esterna di questa riduzione. Il piano pugliese si inserisce in un contesto nazionale segnato da consumi elevati e da una crescente esposizione allo stress idrico.
La fonte colloca l’Italia tra i maggiori consumatori d’acqua in Europa e riferisce che, negli ultimi decenni, gli effetti del cambiamento climatico hanno ridotto di circa il 20% la disponibilità della risorsa. La situazione pugliese rappresenta dunque una manifestazione locale di una pressione più ampia sulle riserve idriche. Da qui al 2028, gli sviluppi da seguire riguarderanno il recupero effettivo della vasca, la costruzione della rete di distribuzione e la capacità del sistema di sostituire i prelievi dalla falda con acqua superficiale.
Restano da chiarire, sulla base delle informazioni disponibili, il costo complessivo dell’opera, la ripartizione degli investimenti tra i soggetti coinvolti, il numero delle aziende agricole beneficiarie e i criteri con cui sarà misurato il risparmio annuale annunciato.
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