Il prestito da 1,12 miliardi di zloty copre più della metà del costo del progetto. Oltre 260 milioni di euro, equivalenti a 1,12 miliardi di zloty, per costruire quello che diventerà il secondo maggiore parco eolico terrestre della Polonia. Il finanziamento è stato sottoscritto il 29 luglio dalla Banca europea per gli investimenti con TAURON, il secondo gruppo energetico polacco.

L’operazione riguarda l’impianto di Miejska Górka, nella parte occidentale del Paese, la cui costruzione risulta già in fase avanzata. A regime, la centrale avrà una capacità installata di 190 megawatt. Per TAURON si tratta del maggiore investimento mai realizzato dal gruppo nel settore dell’eolico onshore e di un passaggio rilevante nel percorso di trasformazione del proprio portafoglio energetico.

La dimensione industriale del progetto emerge anche dai numeri delle infrastrutture previste. Il parco comprenderà più di 50 turbine, ciascuna alta oltre 130 metri e dotata di una potenza di 3,6 MW. La società ha fatto ricorso principalmente a subappaltatori europei, un elemento che la Bei collega non soltanto alla transizione energetica polacca, ma anche al sostegno dell’occupazione e dello sviluppo regionale.

Il prestito della banca dell’Unione europea coprirà più della metà del costo complessivo del progetto. Il comunicato non indica però l’ammontare totale preciso dell’investimento, limitandosi a specificare il peso maggioritario del finanziamento Bei. La durata concordata è di 18 anni e, secondo TAURON, le condizioni comprendono tassi di interesse considerati favorevoli dal gruppo.

La struttura finanziaria segnala il ruolo assunto dal credito pubblico europeo negli investimenti energetici ad alta intensità di capitale. La Bei presenta l’intervento come parte del proprio impegno di lungo periodo per il clima e per la trasformazione del sistema energetico. Nel caso di Miejska Górka, le risorse sono destinate a un’infrastruttura che dovrebbe aumentare direttamente la quota delle fonti rinnovabili nel mix elettrico polacco.

Marko Primorac, vicepresidente della Bei responsabile delle attività della banca in Polonia, ha collegato il progetto a tre obiettivi: garantire forniture energetiche più pulite alle famiglie, rafforzare la competitività dell’industria e sostenere la capacità europea di affrontare le proprie esigenze energetiche. Secondo Primorac, gli investimenti ambiziosi nelle rinnovabili rispondono contemporaneamente a diverse sfide considerate essenziali per l’Europa. Dal punto di vista di TAURON, l’accordo rafforza una relazione finanziaria già consolidata.

Krzysztof Surma, vicepresidente del consiglio di amministrazione con delega alle finanze di TAURON Polska Energia, ha affermato che il prestito conferma la fiducia delle istituzioni finanziarie nei progetti strategici del gruppo. Surma ha indicato tra i fattori più importanti sia il costo del finanziamento sia la sua durata, fissata appunto in 18 anni. Non è il primo accordo di dimensioni rilevanti tra le due parti.

La società ricorda che quello appena firmato rappresenta il secondo maggiore prestito concluso con la Bei, dopo l’intesa da 2,8 miliardi di zloty sottoscritta nel 2021. La cooperazione riguarda investimenti nelle fonti rinnovabili e nelle infrastrutture moderne di distribuzione, due componenti centrali nel processo di riconversione del gruppo energetico. Per la banca europea, il progetto polacco deve essere letto anche nel quadro della competitività e dell’autonomia strategica dell’Unione.

La produzione interna da fonti rinnovabili viene infatti associata, nel comunicato, sia agli obiettivi climatici sia alla sicurezza degli approvvigionamenti. La realizzazione affidata soprattutto a operatori europei aggiunge al progetto una componente industriale, oltre a quella strettamente energetica. Restano da verificare i tempi effettivi di entrata in funzione e i risultati di produzione una volta completato il parco.

La fonte non fornisce il costo totale puntuale dell’opera, il calendario dettagliato dei lavori, le stime annuali di generazione elettrica o dati quantitativi sull’occupazione attesa.