Il portale accompagnerà l’attuazione progressiva del DPP: si partirà da alcune batterie, poi il sistema dovrebbe estendersi a tessile, acciaio e prodotti da costruzione. Un punto di accesso unico per capire come cambieranno le informazioni che accompagnano i prodotti nel mercato europeo. È questo, secondo quanto comunicato dalla Commissione europea il 17 luglio 2026, l’obiettivo della nuova pagina web sul Digital Product Passport, o DPP.

Il portale si rivolge a operatori economici, autorità pubbliche, consumatori e soggetti attivi nelle catene del valore. Il passaporto digitale nasce nell’ambito dell’attuazione del regolamento sulla progettazione ecocompatibile dei prodotti sostenibili, l’Ecodesign for Sustainable Products Regulation. Il principio è rendere disponibili dati rilevanti lungo le diverse fasi della vita di un bene, dalla sua immissione sul mercato fino alla manutenzione e alla gestione del fine vita.

Non si tratta quindi soltanto di un’etichetta per chi acquista, ma di uno strumento informativo destinato a più interlocutori. Stando alla Commissione, il nuovo sito spiega il funzionamento del DPP, le conseguenze per i diversi gruppi interessati e il percorso previsto per la sua applicazione nei vari settori. La pagina raccoglie un’introduzione al sistema, una descrizione degli obiettivi e indicazioni sul modo in cui le informazioni seguiranno il prodotto durante il suo ciclo di vita.

Il portale prevede inoltre sezioni dedicate agli operatori economici, ai consumatori, alle amministrazioni e agli altri attori della filiera. I contenuti, precisa la Commissione, saranno ampliati durante l’attuazione. Sono previsti aggiornamenti, notizie, materiali relativi a webinar ed eventi già svolti o programmati, risposte alle domande frequenti, documentazione di supporto e indicazioni operative.

Il cuore economico del progetto è la trasparenza delle catene del valore. A seconda della categoria merceologica e degli obblighi stabiliti dalla normativa applicabile, il passaporto potrà contenere dati sulla composizione del prodotto, sulla circolarità, sull’impatto ambientale, sulle modalità d’uso e manutenzione, sulla sicurezza, sul fine vita e sulla conformità alle regole europee. La quantità e la natura delle informazioni non saranno dunque identiche per tutti i beni.

La Commissione chiarisce che il contenuto di ciascun DPP dipenderà dai requisiti legislativi fissati per il singolo gruppo di prodotti. È un elemento decisivo per le imprese: l’architettura è comune, ma gli adempimenti concreti saranno determinati dagli atti specifici adottati nell’ambito del regolamento o dalle normative settoriali. Secondo la fonte europea, una maggiore accessibilità dei dati dovrebbe migliorare lo scambio di informazioni tra i soggetti della filiera e consentire decisioni di acquisto più consapevoli.

Il sistema è inoltre pensato per agevolare riparazione e riciclo e per contribuire al rispetto della legislazione dell’Unione. La Commissione non indica però, nella comunicazione pubblicata, valori economici, costi di adeguamento o stime quantitative degli effetti attesi. L’introduzione sarà progressiva.

La prima applicazione riguarderà alcune tipologie di batterie: quelle industriali, quelle destinate ai mezzi di trasporto leggeri e quelle per i veicoli elettrici. Altri comparti dovrebbero seguire nel tempo. Tra quelli indicati dalla Commissione figurano l’abbigliamento tessile, il ferro e l’acciaio e i prodotti da costruzione.

La sequenza mostra la dimensione industriale dell’intervento. I primi comparti citati comprendono beni destinati ai consumatori, componenti utilizzati nella mobilità e materiali alla base di filiere produttive e infrastrutturali. Tuttavia, la sola fonte disponibile non fornisce un calendario completo per l’ingresso di ogni categoria né precisa, per i settori successivi alle batterie, quando diventeranno operativi i relativi passaporti.

La nuova pagina assume così la funzione di infrastruttura informativa durante un’attuazione che procederà attraverso regole specifiche. Per le aziende sarà il luogo in cui seguire la pubblicazione di orientamenti, risorse tecniche e aggiornamenti legislativi; per le autorità, uno spazio di riferimento sull’evoluzione del quadro; per i consumatori, un canale per comprendere quali dati potranno accompagnare i prodotti. Restano da definire, sulla base degli elementi diffusi, i tempi dettagliati dell’estensione ai diversi comparti e l’esatto contenuto richiesto per ciascuna categoria.

La Commissione ha annunciato che il sito crescerà insieme al sistema, aggiungendo indicazioni settoriali, documentazione, webinar e aggiornamenti normativi. Il passaggio decisivo sarà quindi l’adozione delle disposizioni che tradurranno il quadro generale in obblighi concreti per ogni filiera.