Nel ciclo 2021-2025 i nuovi prestiti hanno raggiunto 12,1 miliardi di dollari. La strategia ha privilegiato operazioni più grandi, capacità amministrativa locale e sostegno alla stabilità macroeconomica. Il portafoglio della Banca Mondiale in Nigeria è aumentato da 12 miliardi di dollari nell’esercizio 2021 a 17,5 miliardi nel 2025, con una crescita del 45,8% nell’arco di quattro anni.

I dati, riportati da BusinessDay NG sulla base della recente revisione conclusiva del Country Partnership Framework, indicano un ampliamento significativo dell’esposizione dell’istituzione verso la maggiore economia africana. L’espansione si è sviluppata durante il Country Partnership Framework 2021-2025, il programma che ha orientato l’assistenza al Paese verso tre aree centrali: le carenze infrastrutturali, lo sviluppo del capitale umano e la stabilità macroeconomica. Nel periodo, secondo quanto riferito dalla testata nigeriana, i nuovi finanziamenti approvati dalla Banca Mondiale hanno raggiunto complessivamente 12,1 miliardi di dollari.

La componente principale è arrivata dall’International Development Association, il veicolo del gruppo destinato ai Paesi con maggiori esigenze di finanziamento agevolato, che ha messo a disposizione 9,2 miliardi di dollari. Altri 2,9 miliardi sono stati erogati attraverso l’International Bank for Reconstruction and Development. La ripartizione mostra il peso degli strumenti concessionali nell’architettura dell’intervento in Nigeria.

Alla crescita delle risorse si è accompagnata una revisione della gestione del portafoglio. Stando al documento citato da BusinessDay NG, la Banca Mondiale ha cercato di ridurre il numero delle operazioni e di aumentarne la dimensione, affrontando nel contempo gli ostacoli ai versamenti. L’obiettivo organizzativo era ottenere risultati su scala più ampia in un contesto operativo definito complesso.

Il numero dei progetti è così sceso da 36 all’avvio del programma a 30 nell’esercizio 2025. La fonte segnala inoltre che la dimensione media delle iniziative, pari inizialmente a 415 milioni di dollari, è aumentata negli esercizi successivi, ma il testo disponibile non specifica il valore finale. La direzione della strategia resta comunque chiara: meno interventi, dotati di maggiori risorse.

Un altro elemento della riorganizzazione ha riguardato la capacità di esecuzione a livello subnazionale. La Banca Mondiale ha comunicato di avere investito nel rafforzamento delle strutture incaricate di attuare i programmi fuori dal livello federale, introducendo anche un sistema più regolare di monitoraggio e revisione. La governance del portafoglio è stata quindi trattata come parte integrante della politica di finanziamento.

I risultati sono visibili nei tassi di esborso indicati dalla revisione. Secondo l’istituzione, il miglioramento è riconducibile agli interventi sui colli di bottiglia, al potenziamento delle capacità amministrative e alla maggiore sistematicità dei controlli sull’avanzamento delle operazioni. Accanto ai finanziamenti sovrani, il gruppo ha ampliato il sostegno al settore privato attraverso l’International Finance Corporation.

Ad aprile 2025, il portafoglio impegnato dall’IFC in Nigeria ammontava a 1,6 miliardi di dollari distribuiti tra 37 clienti. In base alle informazioni riferite da BusinessDay NG, si trattava del terzo maggiore portafoglio dell’organizzazione nel continente africano. Dal 2021 l’IFC ha inoltre svolto una funzione anticiclica, anche in risposta alla pandemia.

Negli ultimi cinque anni considerati dalla fonte, gli impegni di finanza a lungo termine hanno sfiorato 4,7 miliardi di dollari: 1,7 miliardi sul conto proprio dell’istituzione e 2,9 miliardi mobilitati presso altri soggetti. Le cifre riportate, per effetto degli arrotondamenti, non coincidono esattamente con il totale indicato. Gli investimenti dell’IFC si sono concentrati soprattutto nei servizi finanziari, con particolare attenzione alle imprese di proprietà femminile e ai finanziamenti legati al clima.

Questa componente si inserisce nell’obiettivo del Country Partnership Framework di favorire occupazione e trasformazione economica, affiancando all’assistenza pubblica strumenti destinati all’attività d’impresa. La maggiore esposizione finanziaria lascia ora aperta la verifica dei risultati prodotti dai singoli programmi e della loro sostenibilità oltre il ciclo 2021-2025. Il materiale disponibile descrive l’aumento degli impegni e il miglioramento degli esborsi, ma non dettaglia gli esiti economici e sociali di ciascuna operazione né indica quale configurazione assumerà il prossimo quadro di partenariato con la Nigeria.