Il fatturato sale a 12,56 miliardi di dollari e l’utile raggiunge 3,4 miliardi. Per il trimestre luglio-settembre, però, la società indica la crescita più contenuta degli ultimi tre anni. Netflix continua a crescere, ma non abbastanza da soddisfare le aspettative degli investitori.

Stando a quanto riportato da Repubblica, i conti del secondo trimestre e soprattutto le indicazioni diffuse per il periodo estivo hanno provocato una brusca caduta delle azioni del gruppo. La reazione mette in evidenza la distanza tra risultati ancora positivi e attese di mercato più ambiziose. Tra aprile e giugno i ricavi della società guidata da Greg Peters e Ted Sarandos sono aumentati del 13,4%, raggiungendo 12,56 miliardi di dollari.

Su base organica, precisa la fonte, la crescita è stata dell’11%. Il fatturato si è tuttavia collocato leggermente al di sotto delle stime formulate dagli analisti, un elemento che ha contribuito a rendere meno brillante la lettura della trimestrale. Anche la redditività ha registrato un progresso.

Nel trimestre l’utile è salito del 9% e ha raggiunto 3,4 miliardi di dollari. I dati descrivono dunque un gruppo capace di aumentare sia le entrate sia i profitti. Il mercato, però, ha concentrato l’attenzione non soltanto sui risultati già conseguiti, ma sulla velocità di crescita prevista per i mesi successivi.

Per il trimestre compreso tra luglio e settembre Netflix si aspetta un incremento del fatturato nell’ordine dell’11-12%, fino a 12,86 miliardi di dollari. Secondo Repubblica, questa previsione ha deluso gli analisti e gli investitori. Rispetto alle attese del mercato mancherebbero infatti almeno 140 milioni di dollari di ricavi.

La differenza, in valore assoluto limitata rispetto alle dimensioni complessive del fatturato, assume rilievo perché riguarda la traiettoria futura dell’azienda. La crescita indicata per il terzo trimestre sarebbe, stando alla stessa fonte, la più bassa registrata negli ultimi tre anni. È questo rallentamento atteso, più che l’andamento positivo del trimestre appena concluso, ad avere pesato sulla valutazione del titolo.

La reazione di Borsa si inserisce inoltre in una fase già negativa per le azioni Netflix. Repubblica riferisce che il titolo ha perso il 24% dall’inizio dell’anno, nonostante una trimestrale caratterizzata da aumenti a doppia cifra dei ricavi e da un utile in crescita. La fonte non precisa nell’articolo fornito l’entità della flessione registrata dopo la pubblicazione dei conti, limitandosi a descriverla come un crollo.

Le aspettative erano state sostenute anche dal calendario delle nuove produzioni. Per il periodo estivo Netflix ha programmato il lancio di serie e film, compresa la terza puntata di Enola Holmes, indicata come particolarmente attesa. Secondo la ricostruzione di Repubblica, questi titoli avevano alimentato la speranza che la società potesse prospettare una dinamica dei ricavi più robusta.

Il gruppo ha inoltre continuato a intervenire sulla propria offerta di contenuti. Lo scorso marzo, riferisce la fonte, Netflix ha acquisito InterPositive, casa di produzione cinematografica basata sull’intelligenza artificiale e fondata da Ben Affleck. L’operazione è stata realizzata con l’obiettivo di ampliare la libreria di contenuti della piattaforma.

I risultati del secondo trimestre restituiscono così un quadro articolato. Le indicazioni per il trimestre successivo hanno poi rafforzato i timori di un rallentamento. L’attenzione si sposta ora sul periodo luglio-settembre e sulla capacità delle nuove uscite di sostenere il fatturato previsto a 12,86 miliardi di dollari.

Resta da verificare se Netflix riuscirà a superare una guidance giudicata debole dal mercato e a invertire l’andamento del titolo. La fonte non fornisce ulteriori indicazioni sulle strategie con cui il gruppo intende colmare lo scarto rispetto alle attese degli analisti.