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Lettura criticaLa cooperativa Lazzarelle diversifica e cresce: neanche il sisma nei Campi Flegrei è riuscito a indebolirla. Si tratta di un’impresa sociale che ha avviato nel 2011 la produzione di caffè..com La cooperativa Lazzarelle diversifica e cresce: neanche il sisma nei Campi Flegrei è riuscito a indebolirla. Si tratta di un’impresa sociale che ha avviato nel 2011 la produzione di caffè all’interno del carcere femminile campano di Pozzuoli _ per iniziativa di Imma Carpiniello, laureata in scienze politiche e con forte piglio imprenditoriale _ e ha poi aperto anche un bistrot nella Galleria Principe di Napoli.
Obiettivo della cooperativa è dare lavoro alle donne detenute, permettere loro di disporre di un po’ di denaro guadagnato onestamente, dissuaderle dalla recidiva, e imparare un mestiere spendibile quando ritorneranno alla vita normale. Il progetto dapprima incontra resistenze, poi le donne coinvolte si appassionano e trascinano altre. I segnali piu rilevanti emersi finora indicano crescita.
Per le aziende il nodo non e solo la crescita dei volumi: conta la qualita dei ricavi, la tenuta del portafoglio clienti e la sostenibilita del margine netto nel prossimo trimestre. Nel breve periodo, la leva decisiva resta l'execution commerciale: tempi di ingresso, canali e selezione dei mercati potrebbero determinare la differenza tra espansione e compressione dei margini. Il progetto dapprima incontra resistenze, poi le donne coinvolte si appassionano e trascinano altre.
Va a regime e produce senza dubbio effetti positivi. Ma il bradisisma nell’area dei Campi Flegrei, nel maggio 2024, con una scossa di magnitudo 4.4, mette ko proprio l’attività principale, quella della produzione di caffè. Il carcere di Pozzuoli, infatti, che è sede dell’attività di torrefazione, viene danneggiato dal sisma: si aprono crepe nelle celle e in altre parti dell’edificio storico, un ex convento quattrocentesco.
Così si rende necessaria l’evacuazione delle circa 140 detenute che prima vengono portate nel cortile per sicurezza e poi trasferite in altri istituti penitenziari della regione. Buona parte di esse viene trasferita in un braccio del penitenziario di Secondigliano, sempre a Napoli. Dove gli spazi disponibili sono pochi.
E non vi è nessuna possibilità di trasferirvi anche le attività delle Lazzarelle. Si teme quindi che la coop debba ridimensione o addirittura cessare la propria attività. «Ci siamo appoggiate a una torrefazione esterna condotta da amici già impegnati nel terzo settore _ racconta la promotrice _ è una sistemazione provvisoria.
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