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Lettura criticaCon l'acquisto del 16%, il fondatore di Iliad diventa il primo azionista del gruppo britannico. Dall'idea del consolidamento del mercato alle ambizioni politiche: la strategia del miliardario franceseCon l'acquisto del 16%, il fondatore di Iliad diventa il primo azionista del gruppo britannico. Dall'idea del consolidamento del mercato alle ambizioni politiche: la strategia del miliardario franceseI segnali piu rilevanti emersi finora indicano pressione competitiva e domanda con valori citati pari a 16%.
Per le aziende il nodo non e solo la crescita dei volumi: conta la qualita dei ricavi, la tenuta del portafoglio clienti e la sostenibilita del margine netto nel prossimo trimestre. Nel breve periodo, la leva decisiva resta l'execution commerciale: tempi di ingresso, canali e selezione dei mercati potrebbero determinare la differenza tra espansione e compressione dei margini. L’ultima operazione del 58enne Xavier Niel è l’acquisto del 16% dell’operatore britannico Vodafone, per 5,2 miliardi di euro, dal gruppo di telecomunicazioni degli Emirati Arabi Uniti E&.
L’acquisizione avverrà tramite una società di investimento denominata Vega, che non intende diventare azionista di maggioranza dell’azienda britannica. Xavier Niel diventa così il principale azionista di Vodafone, che annovera anche Black Rock (7%), Vanguard (circa il 7%) e Ubs (2%). Vodafone, presente in diversi Paesi nel settore della telefonia fissa e mobile, conta circa 300 milioni di clienti in tutto il mondo.
È radicata in Europa (soprattutto in Germania e nel Regno Unito) e in Africa (tramite la sua controllata Vodacom). Xavier Niel è il fondatore e proprietario dell’operatore di telecomunicazioni Iliad, presente anche in Italia. Alcune settimane fa, Orange, Iliad e Bouygues Telecom hanno concluso un accordo per l’acquisizione ePer le aziende il nodo non e solo la crescita dei volumi: conta la qualita dei ricavi, la tenuta del portafoglio clienti e la sostenibilita del margine netto nel prossimo trimestre.
I segnali piu rilevanti emersi finora indicano pressione competitiva e domanda con valori citati pari a 16%. Nel breve periodo, la leva decisiva resta l'execution commerciale: tempi di ingresso, canali e selezione dei mercati potrebbero determinare la differenza tra espansione e compressione dei margini.
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