Il governo rafforza l’impianto del Petroleum Industry Act e prepara il settore alla competizione per i capitali legati al climaLa Nigeria intende trattenere gli investitori energetici facendo leva soprattutto sulla chiarezza giuridica e sull’affidabilità delle istituzioni. Stando a BusinessDay NG, il ministero delle Risorse petrolifere considera la prevedibilità normativa una condizione necessaria per dimostrare che la transizione verso emissioni nette zero può procedere senza compromettere il comparto che finanzia una parte rilevante del bilancio nazionale. La posizione è stata illustrata dal ministro di Stato per le Risorse petrolifere, il senatore Heineken Lokpobiri, durante la Lawyers in Energy International Conference.

L’incontro, durato tre giorni, si è concluso il 15 luglio all’Oriental Hotel di Victoria Island, a Lagos. Lokpobiri non è intervenuto direttamente: il suo messaggio è stato presentato ai delegati da Terlumun George-Maria Tyendezwa, direttore dei servizi legali del ministero. Il punto politico centrale riguarda il controllo nazionale del percorso di transizione.

Secondo il resoconto della testata nigeriana, il governo vuole orientare il cambiamento del sistema energetico secondo condizioni definite internamente, evitando di recepire in modo automatico modelli elaborati in altri contesti. La questione coinvolge quindi non soltanto gli obiettivi climatici, ma anche la capacità dello Stato di governarne tempi, strumenti e conseguenze industriali. Nell’impostazione attribuita a Lokpobiri, la disponibilità di leggi non è sufficiente a richiamare capitali.

Gli investitori valutano anche la loro applicazione concreta, la stabilità delle decisioni amministrative e la possibilità di operare senza zone grigie. È su questo terreno che il ministero intende costruire la propria credibilità, facendo della qualità dell’esecuzione normativa un elemento della strategia competitiva nigeriana. La base giuridica indicata dal ministro è il Petroleum Industry Act, sul quale le autorità di regolazione stanno costruendo disposizioni più dettagliate.

BusinessDay NG riferisce che il lavoro riguarda sia le attività a monte sia quelle a valle della filiera. L’obiettivo dichiarato è ridurre le ambiguità che gli operatori devono affrontare e rendere più leggibile il quadro nel quale vengono assunte le decisioni di investimento. La strategia non si limita, tuttavia, alla protezione delle attività tradizionali.

Lokpobiri ha richiamato anche il Climate Change Act e il quadro nazionale per i crediti di carbonio. Secondo il ministro, questi strumenti segnalano la volontà della Nigeria di competere per i finanziamenti collegati al clima, invece di lasciare che tali risorse vengano assorbite da altri mercati dotati di assetti normativi percepiti come più chiari. Il governo presenta così la transizione come un problema di allocazione del capitale oltre che di riduzione delle emissioni.

Da una parte, deve conservare la fiducia degli operatori del petrolio e del gas; dall’altra, cerca di posizionare il Paese nei nuovi circuiti finanziari legati alla decarbonizzazione. Nel quadro descritto dalla fonte, il raccordo tra questi due obiettivi dovrebbe essere assicurato dalla continuità delle regole. Lokpobiri ha inoltre collocato le scelte attuali in una prospettiva generazionale.

Le decisioni prese oggi da legislatori e autorità di vigilanza, ha sostenuto nel messaggio riportato da BusinessDay NG, determineranno la configurazione del settore energetico nigeriano per i prossimi decenni. Il ministro ha promesso ulteriori interventi per rafforzare le istituzioni regolatorie e tutelare sia gli investitori sia le comunità che ospitano le attività industriali. Alla conferenza è emersa anche una valutazione più severa della posizione africana.

Farid Ghezali, segretario generale dell’African Petroleum Producers’ Organisation, è intervenuto da remoto osservando che la disponibilità di risorse naturali non basta più a convincere gli investitori. Nel confronto tra diverse destinazioni del capitale, la coerenza normativa, la prevedibilità fiscale e il rispetto dei contratti hanno ormai un peso paragonabile al potenziale dei giacimenti. Il messaggio amplia la questione oltre i confini nigeriani: i produttori africani devono competere in un mercato nel quale gli investitori esaminano la governance con la stessa attenzione riservata alle risorse disponibili.

Per Abuja, il Petroleum Industry Act e gli strumenti climatici costituiscono il punto di partenza; resta da verificare come le regole saranno precisate e applicate, e se il rafforzamento promesso delle istituzioni ridurrà effettivamente l’incertezza per operatori e comunità locali.