Il ministro delle Finanze Taiwo Oyedele indica accesso ai capitali, certezza delle regole e formalizzazione delle imprese come passaggi centrali della strategia di crescita. La Nigeria punta a creare oltre 100 miliardi di dollari di valore economico aggiuntivo attraverso un funzionamento più efficace del sistema del credito. Lo ha dichiarato Taiwo Oyedele, ministro delle Finanze e ministro coordinatore dell’Economia, intervenendo al quattordicesimo BusinessDay Annual CEO Forum di Lagos, secondo quanto riferito da BusinessDay NG.

Il progetto si inserisce nel percorso con cui il governo intende portare l’economia nigeriana a un valore di mille miliardi di dollari entro il 2030. Stando alla ricostruzione della testata, l’esecutivo ha individuato nell’economia del credito una delle principali opportunità per sostenere questo obiettivo, insieme ai settori di crescita e alle attività economiche emergenti sulle quali concentrare gli interventi. Oyedele ha spiegato che il governo avrebbe già definito le azioni necessarie, i soggetti responsabili della loro attuazione, le scadenze e il valore incrementale atteso.

In questo schema, la sola capacità di rendere operativo il credito in modo più efficace produrrebbe, secondo la stima presentata dal ministro, un incremento superiore a 100 miliardi di dollari. Il dato costituisce una previsione governativa e la fonte non fornisce dettagli sul periodo di riferimento, sui criteri di calcolo o sulla distribuzione del valore tra famiglie, imprese e comparti produttivi. Non vengono inoltre precisati gli strumenti finanziari o gli interventi regolamentari attraverso i quali Abuja intende ampliare concretamente il ricorso al credito.

La strategia descritta da Oyedele segue una sequenza politica ed economica precisa: dalla stabilizzazione macroeconomica alla crescita, fino a una prosperità maggiormente condivisa. L’obiettivo dichiarato è convertire la stabilità in investimenti, gli investimenti in produttività e la produttività in occupazione, così da ottenere un aumento dei redditi reali dei cittadini nigeriani. Il passaggio dagli equilibri macroeconomici all’espansione dell’attività produttiva richiederà, secondo il ministro, un volume significativo di capitali nazionali e internazionali.

Gli investimenti dovranno raggiungere imprese di ogni dimensione, dalle piccole e medie aziende ai maggiori gruppi, per permettere al Paese di sostenere la crescita nel tempo. La capacità di attirare questi capitali dipenderà anche dalla governance economica. Oyedele ha indicato la stabilità delle politiche pubbliche, la solidità delle istituzioni e l’esecuzione rigorosa delle misure come condizioni rilevanti per le decisioni degli investitori.

Il traguardo indicato dal governo è fare della Nigeria una delle destinazioni mondiali più attrattive, prevedibili e giuridicamente sicure per gli impieghi di lungo periodo. L’enfasi sulla prevedibilità segnala che la strategia non riguarda soltanto la disponibilità di risorse finanziarie. Nella prospettiva illustrata dal ministro, l’espansione del credito e l’afflusso di capitali devono poggiare su un quadro istituzionale capace di rendere credibili gli impegni pubblici e di assicurare continuità nell’attuazione.

La fonte, tuttavia, non indica nuove norme, strutture di controllo o calendari operativi collegati a questo obiettivo. Un secondo asse riguarda la formalizzazione delle attività che oggi operano nel settore informale. Il governo considera la registrazione delle imprese un’opportunità per ampliare l’attività economica rilevata e acquisire maggiore valore da una parte del tessuto produttivo che rimane fuori dai circuiti formali.

Il processo potrebbe inoltre allargare la platea delle aziende in grado di accedere agli strumenti finanziari, anche se questo collegamento non viene quantificato nella fonte. Oyedele ha riferito che, secondo i dati comunicati dalla Corporate Affairs Commission, ogni giorno una media di 10.000 attività informali presenta domanda di registrazione. Il ministro ha definito i risultati superiori alle aspettative del governo.

BusinessDay NG non specifica però da quando venga calcolata questa media, quante richieste siano state approvate né quali settori risultino maggiormente coinvolti. La traiettoria delineata dall’esecutivo lega quindi tre questioni: maggiore accesso al credito, mobilitazione degli investimenti e ingresso delle imprese informali nel perimetro regolato. Restano da chiarire i tempi di attuazione, le misure con cui sarà ampliato il credito e il metodo utilizzato per stimare i 100 miliardi di dollari di valore aggiuntivo.

Sarà l’esecuzione delle politiche, indicata dallo stesso Oyedele come determinante, a misurare la capacità del governo di tradurre gli obiettivi in crescita e redditi reali.