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Lettura criticaIl confronto con DraftKings e FanDuel riapre lo scontro sulla natura dei prediction market. Di Camilla NeriI Mondiali hanno accelerato la crescita di Kalshi e, insieme, il confronto normativo sul suo modello operativo. Stando ai dati comunicati dalla società e riportati da NPR, dall’avvio del torneo la piattaforma ha stabilito nuovi record di negoziazione, raccogliendo più di 25 miliardi di dollari in puntate sportive.
Il volume consolida Kalshi tra i principali protagonisti del mercato legato alla competizione calcistica. La metrica più significativa emerge dal confronto con gli operatori tradizionali. Secondo NPR, gli analisti stimano che bookmaker online come DraftKings e FanDuel registreranno complessivamente circa 4 miliardi di dollari di puntate nell’arco delle 104 partite del torneo.
Su questa base, il volume dichiarato da Kalshi risulta superiore di oltre sei volte, pur riferendosi al periodo trascorso dall’inizio dei Mondiali e non necessariamente allo stesso perimetro temporale della previsione sui concorrenti. La distanza alimenta lo scetticismo dell’industria delle scommesse sulla definizione scelta da Kalshi. La società sostiene infatti di offrire un prodotto finanziario sottoposto a regolamentazione federale, non un servizio di gioco sportivo.
Per i rappresentanti del settore, invece, Kalshi e gli altri prediction market avrebbero individuato un accesso legale alternativo alle scommesse, crescendo senza versare le imposte statali applicate agli operatori autorizzati. Il nodo fiscale è rilevante quanto quello competitivo. NPR riferisce che, insistendo sulla propria estraneità alla categoria dei bookmaker, Kalshi evita miliardi di dollari di imposte.
La qualificazione giuridica determina quindi non soltanto quali autorità possano vigilare sull’attività, ma anche il trattamento tributario della piattaforma e la sua capacità di competere con società soggette alle licenze e alle tasse statali sul gioco. Il modello tecnico presenta alcune differenze rispetto a quello dei bookmaker. Su Kalshi gli utenti assumono posizioni l’uno contro l’altro, anziché scommettere contro il banco.
La società non trae profitto direttamente dalle perdite dei partecipanti, ma applica una commissione a ogni transazione. Inoltre consente di uscire da una posizione prima della conclusione dell’evento, una caratteristica che avvicina formalmente il servizio alla negoziazione di contratti. Kalshi sottolinea anche l’ampiezza dei mercati disponibili, che non riguardano soltanto lo sport.
Secondo quanto riportato da NPR, sulla piattaforma è possibile puntare anche sulle elezioni, sulle parole utilizzate dal presidente e sul film più visto della settimana su Netflix. La società presenta questa varietà come un ulteriore elemento a sostegno della natura finanziaria dei suoi prodotti. Elisabeth Diana, portavoce di Kalshi, ha inoltre affermato che la piattaforma, a differenza dei bookmaker, non limita le puntate e non esclude gli utenti capaci di ottenere vincite elevate con continuità.
Diana ha descritto il sistema come più equo e meno predatorio, richiamando la possibilità di chiudere in qualsiasi momento la propria posizione, analogamente a quanto avviene sui mercati azionari. Dal punto di vista dell’utilizzatore, tuttavia, la distanza tra i due modelli può apparire ridotta. Victor Matheson, professore di economia al College of the Holy Cross e specialista di scommesse sportive, ha dichiarato a NPR che, per chi punta, Kalshi e i bookmaker risultano sostanzialmente identici.
È questa sovrapposizione nell’esperienza concreta a rafforzare le contestazioni degli operatori tradizionali. L’inquadramento federale ha anche ampliato l’accessibilità del servizio. Secondo NPR, l’app di Kalshi consente di fatto di puntare sugli eventi sportivi a partire dai 18 anni, rispetto alla soglia dei 21 anni applicata nel settore delle scommesse.
La piattaforma è inoltre entrata in Stati nei quali il betting sportivo è illegale, tra cui California e Texas. Questa espansione è stata favorita, stando alla ricostruzione di NPR, dal sostegno dell’amministrazione Trump alla tesi secondo cui Kalshi non sarebbe un sito di scommesse sportive. Il quadro ha permesso alla società di operare su scala più ampia rispetto ai bookmaker regolati Stato per Stato, ma ha intensificato il conflitto con l’industria del gioco e con chi contesta la validità di tale classificazione.
La questione resta aperta in oltre 20 procedimenti federali pendenti. Dalle decisioni dei tribunali dipenderanno miliardi di dollari di gettito e il futuro di un settore dei prediction market in rapida crescita. Restano da chiarire soprattutto il confine tra contratto finanziario e scommessa, l’autorità competente a regolare questi prodotti e la sostenibilità del vantaggio fiscale e geografico costruito da Kalshi.
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