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Lettura criticaLe cifre contenute nei documenti di Adura alimentano lo scontro sui benefici economici del progetto, mentre l’industria sollecita Andy Burnham ad autorizzare Jackdaw e Rosebank. La stima occupazionale contenuta nella documentazione del proprietario introduce un elemento concreto nel confronto sulla strategia energetica britannica. Stando alla fonte, la valutazione indica che, nell’arco della vita operativa del giacimento, l’occupazione diretta si manterrebbe mediamente su 27 equivalenti a tempo pieno.
Una dimensione limitata rispetto al rilievo attribuito a Jackdaw nel portafoglio residuo di risorse del Mare del Nord. Il numero riguarda l’impiego diretto e non esaurisce quindi l’impatto occupazionale rivendicato dall’industria. Adura ha sostenuto che Jackdaw genererebbe ulteriori posti di lavoro lungo la catena di fornitura.
I promotori dei progetti affermano inoltre che Jackdaw e Rosebank potrebbero sostenere migliaia di occupati, ma nel materiale fornito non compare una quantificazione completa che consenta di distinguere tra posti diretti, indiretti e già esistenti. Questa differenza di perimetro è al centro della controversia. Da una parte, la valutazione ambientale offre una cifra circoscritta relativa agli addetti direttamente impiegati.
Dall’altra, le argomentazioni dell’industria includono gli effetti più ampi sulle imprese fornitrici. Le due misure non sono necessariamente incompatibili, ma descrivono ricadute economiche diverse e, sulla base dell’unica fonte disponibile, non risultano immediatamente confrontabili. La ridotta presenza di personale dipende anche dall’assetto operativo previsto.
Secondo il Guardian, la piattaforma destinata alle attività di Jackdaw rimarrà senza addetti per la maggior parte della propria vita operativa. La fonte riferisce inoltre che una parte consistente della costruzione è già stata realizzata in Norvegia, circostanza che restringerebbe le opportunità ancora disponibili per i lavoratori nel Regno Unito. Il dato è stato individuato da Greenpeace nella documentazione del progetto.
Angharad Hopkinson, responsabile delle campagne politiche dell’organizzazione, ha contestato la tesi secondo cui i nuovi sviluppi petroliferi e del gas sarebbero indispensabili per l’occupazione. A suo giudizio, i numeri prodotti dallo stesso sviluppatore rendono più difficile sostenere tale argomento. Hopkinson ha anche affermato che progetti come Jackdaw favorirebbero soprattutto le società dei combustibili fossili e i loro azionisti, anziché i lavoratori.
Si tratta della posizione di Greenpeace, non di una conclusione indipendente contenuta nei documenti citati. La campagna utilizza tuttavia la cifra dei 27 impieghi diretti per spostare il dibattito dalla dimensione industriale del giacimento alla distribuzione effettiva dei suoi benefici. Anche Uplift, gruppo impegnato nelle campagne sul clima, ha chiesto che le pressioni del settore non determinino la decisione politica.
La direttrice esecutiva Tessa Khan ha rivolto la propria critica ad Andy Burnham, sostenendo che un via libera alle richieste dell’industria petrolifera e del gas rappresenterebbe un errore. Khan ha collegato il tema ai profitti delle compagnie e all’aumento dei costi energetici sostenuti dai cittadini. Il confronto si concentra infatti sulle autorizzazioni per Jackdaw e Rosebank.
Secondo il Guardian, gli operatori del settore stanno esercitando pressioni su Burnham affinché approvi i due sviluppi, mentre attivisti di Fossil Free London gli chiedono di non concedere il via libera. Nel testo fornito, tuttavia, non sono indicati né il calendario della decisione né i passaggi formali ancora necessari. Per Adura, la valutazione del progetto non dovrebbe fermarsi ai soli addetti impiegati direttamente sulla piattaforma.
La società richiama le ricadute sulla filiera, mentre i gruppi ambientalisti sostengono che il contributo complessivo all’economia britannica sarebbe minimo. La fonte non fornisce dati sufficienti su investimenti, gettito fiscale, produzione prevista o valore dei contratti assegnati nel Regno Unito per misurare queste posizioni su una base comune. La questione ancora aperta riguarda dunque la qualità e la localizzazione dell’occupazione promessa, oltre al peso che il governo assegnerà ai benefici della filiera rispetto ai 27 posti diretti dichiarati.
Per chiarire l’impatto economico di Jackdaw serviranno dettagli ulteriori sui fornitori, sulla durata degli incarichi e sulla quota di attività destinata al Regno Unito. Nel frattempo, la cifra contenuta nella valutazione ambientale resterà un punto sensibile nel confronto politico sull’autorizzazione del giacimento.
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