Il nuovo regime di agevolazione fiscale avviato per le imprese italiana ha avuto un impatto immediato sulla loro capacità di investire e sostenere la crescita economica. L'iperammortamento 2026 è un piano di agevolazione fiscale progettato per aiutare le imprese a superare la crisi finanziaria e a rilanciare la loro attività. È destinato principalmente alle imprese che hanno già ricevuto esito positivo della comunicazione di conferma.

La nuova funzione consente di attestare la conclusione degli investimenti agevolati e di documentare i costi sostenuti ai fini della maggiorazione fiscale prevista dal Nuovo Piano Transizione 5.0. Questo sistema di agevolazione fiscale è stato pensato per aiutare le imprese a superare la crisi finanziaria e a rilanciare la loro attività. Il Decreto direttoriale MIMIT 14 ottobre 2026 apre dalle ore 12 del 15 ottobre 2026 le comunicazioni di completamento sulla piattaforma GSE; l’invio è riservato alle imprese con esito positivo della comunicazione di conferma, secondo la procedura prevista dall’articolo 3 del Decreto interministeriale MIMIT-MEF 7 maggio 2026; la comunicazione deve essere trasmessa dopo la conclusione degli investimenti, entro il 15 novembre 2028, indicando gli estremi delle fatture e attestando il possesso della perizia tecnica asseverata e della certificazione contabile previste dagli articoli 6 e 7 del Decreto interministrale 7 maggio 2026.

I beni e gli importi dichiarati nella comunicazione finale devono rispettare i limiti della precedente conferma, come precisato dal MIMIT nel comunicato del 15 ottobre 2026. Chi può accedere all'iperammortamento 2026 L'agevolazione prevista dalla Manovra 2026 è riservata ai soggetti titolari di reddito d'impresa, senza distinzioni legate a forma giuridica, settore economico o dimensione, che effettuano investimenti in beni destinati a strutture produttive situate in Italia. L'accesso richiede il rispetto delle norme sulla sicurezza sul lavoro e il regolare versamento dei contributi previdenziali e assistenziali.

Sono escluse le imprese in liquidazione volontaria, fallimento, concordato preventivo senza continuità aziendale o coinvolte nelle procedure concorsuali previste dal Codice della crisi d'impresa, D. Lgs. 14/2019, e da altre leggi speciali. L’esclusione riguarda anche i destinatari di sanzioni interdittive ai sensi del D.

Lgs. 231/2001. I beni agevolabili negli Allegati IV e V L’agevolazione riguarda due categorie di investimento. La prima comprende i beni materiali e immateriali strumentali nuovi elencati negli Allegati IV e V della Legge 199/2025, che sostituiscono i precedenti Allegati A e B di Industria 4.0, interconnessi al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura.

La seconda comprende i beni materiali nuovi finalizzati all’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili destinata all’autoconsumo, inclusi gli impianti di stoccaggio. La clausola che limitava l'accesso ai soli beni prodotti nell'Unione europea o nello Spazio economico europeo è stata soppressa dall'articolo 7 del D. L. 38/2026, in vigile dal 28 marzo 2026.

La soppressione del vincolo Made in Europe non riguarda i moduli fotovoltaici, per i quali continuano ad essere necessari i documenti di attestazione. Il nuovo regime di agevolazione fiscale avviato per le imprese italiana ha avuto un impatto immediato sulla loro capacità di investire e sostenere la crescita economica. Questo programma è stato introdotto in risposta alle sfide economiche post-crisi, mirando a stimolare la crescita e la competitività delle im