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Lettura criticaLa diffusione delle piattaforme alimentate da stablecoin coinvolge politica ed economia. Gli utenti rischiano multe, ma i siti restano accessibili. Di Irene SalviIl caso dell’elezione di Seul non è isolato.
Stando al Korea Times, i mercati predittivi consentono di puntare denaro sull’esito di consultazioni politiche, guerre, competizioni sportive e numerosi altri avvenimenti di interesse pubblico. In Corea del Sud l’offerta si è estesa dalle vicende politiche alle prospettive dell’economia nazionale, ampliando il perimetro degli eventi sui quali gli utenti possono assumere una posizione. Su Polymarket, indicata dalla testata come la maggiore piattaforma mondiale del settore, martedì il contratto relativo alla Corea con più seguito riguardava l’andamento dell’iShares MSCI South Korea, un fondo negoziato in Borsa.
La domanda proposta agli utenti era fino a quale livello sarebbe salito l’ETF nella settimana del 20 luglio. La chiusura del contratto era prevista per venerdì e le puntate avevano già raggiunto 18.067 dollari. Non è possibile stabilire con precisione quanti cittadini coreani utilizzino questi servizi.
Il Korea Times riferisce tuttavia di testimonianze informali secondo cui almeno una parte degli utenti del Paese avrebbe cominciato a sperimentarli. Il dato sull’elezione di Seul mostra comunque che gli eventi coreani possono generare volumi consistenti sulle piattaforme estere, senza chiarire la provenienza geografica di chi effettua le singole operazioni. Il quadro giuridico resta problematico.
In base alla normativa coreana, puntare denaro online sull’esito di un evento è considerato gioco d’azzardo illegale. I cittadini che ricorrono a queste piattaforme possono essere puniti con una multa fino a 10 milioni di won, pari a 6.785,18 dollari secondo la conversione riportata dalla fonte. La possibile sanzione riguarda quindi gli utenti, anche quando il servizio impiegato opera all’estero.
Nonostante questo divieto, Polymarket risulta ancora accessibile dalla Corea del Sud. Il Korea Times segnala l’assenza di regole chiare rivolte specificamente alla nuova categoria dei mercati predittivi. In questa situazione, chi dispone di stablecoin legate al dollaro può continuare a raggiungere i siti e a trasferirvi fondi.
Rimane così una distanza tra il divieto generale delle scommesse online e l’accessibilità tecnica delle piattaforme. Il percorso necessario per partecipare passa dall’infrastruttura delle criptovalute. L’utente acquista stablecoin attraverso una borsa di crypto-attività, le trasferisce successivamente in un portafoglio digitale personale e infine le deposita sulla piattaforma prescelta.
L’impiego di strumenti ancorati al dollaro consente alle scommesse di essere regolate senza ricorrere direttamente ai tradizionali circuiti di pagamento nella fase del deposito sul mercato predittivo. L’espansione coreana si inserisce in una crescita più ampia del comparto. Secondo i dati di Artemis, piattaforma di analisi delle criptovalute citata dal Korea Times, nella terza settimana di giugno il volume settimanale degli scambi sui mercati predittivi ha toccato il record di 14,4 miliardi di dollari.
All’inizio dell’anno il valore si collocava invece attorno a 5 o 6 miliardi di dollari. Il risultato assume rilievo anche rispetto alla debolezza generale del mercato delle criptovalute descritta dalla fonte. I mercati predittivi sono emersi come uno dei pochi servizi collegati alle crypto ancora capaci di attirare un forte interesse.
La possibilità di trasformare valutazioni su eventi politici, economici o sportivi in contratti negoziabili sta inoltre portando il settore oltre la sua originaria dimensione di nicchia. L’interesse non riguarda più soltanto operatori specializzati. A maggio Robinhood ha lanciato Rothera, una borsa dedicata ai mercati predittivi.
Meta Platforms, secondo quanto riportato dal Korea Times, starebbe sviluppando un’applicazione dello stesso tipo denominata Arena. Ryan Yoon, analista senior di Tiger Research citato dalla testata, ha definito questi mercati una componente ormai centrale dell’infrastruttura finanziaria e informativa globale. In Corea del Sud restano però aperte questioni decisive: il numero effettivo degli utenti nazionali, l’applicazione delle sanzioni e l’eventuale introduzione di norme specifiche per piattaforme che operano attraverso stablecoin.
La popolarità dei contratti legati al Paese e l’accessibilità dei servizi mostrano una crescita dell’interesse, mentre il quadro normativo continua a poggiare sul divieto generale delle puntate online. Non è ancora indicato come le autorità intendano affrontare questa zona grigia.
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