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Lettura criticaCosa è successo. Le aziende italiane che si dedicano alla produzione e all'export sono state oggetto di una serie di innovazioni e strategie di sostegno dal settore pubblico e privato. Questo articolo si concentra su un recente accordo firmato tra Intesa Sanpaolo e diverse entità, che ha permesso di aumentare ulteriormente le possibilità di finanziamento per le PMI (Partecipanti al Mercato Internazionale) che desiderano entrare nel mercato estero o hanno già stabilito prospettive di export.
Intesa Sanpaolo offre credito di 30 miliardi per facilitare investimenti esteriIntesa Sanpaolo ha avviato un nuovo accordo con Confindustria, SACE, SIMEST e ICE, che ha portato a una rafforzata disponibilità di credito per le PMI italiane. Il nuovo plafond di 30 miliardi di euro è destinato al finanziamento delle esportazioni, degli investimenti diretti all'estero e dei progetti produttivi realizzati in Italia per sostenere la crescita internazionale delle imprese. Il nuovo accordo prevede l'intervento di SACE, che mette a disposizione la Polizza Credito Fornitore, che copre i rischi commerciali e politici delle vendite all'estero con pagamento dilazionato e può agevolare la cessione dei crediti alla banca.
SIMEST interviene con il Contributo Export in conto interessi per ridurre il costo dello smobilizzo dei crediti e con strumenti partecipativi e subordinati per gli investimenti diretti all'estero. Intesa Sanpaolo ha avviato accordi con banche locali in Francia, India e Brasile, con ulteriori collaborazioni previste entro il primo semestre del 2027, secondo il comunicato del 4 novembre 2026. ICE collabora alla ricerca di clienti e partner commerciali attraverso attività promozionali e Connecting Markets, la piattaforma che permette di individuare controparti industriali in oltre 170 Paesi.
Intesa Sanpaolo destina il nuovo plafond di 30 miliardi di euro al finanziamento delle esportazioni, degli investimenti diretti all'estero e dei progetti produttivi realizzati in Italia per sostenere la crescita internazionale delle imprese. La disponibilità creditizia riguarda il prossimo triennio. Le risorse possono quindi sostenere esigenze differenti, dall'ampliamento della capacità produttiva di un'azienda esportatrice alla realizzazione di stabilimenti o strutture commerciali nei mercati di destinazione.
L'accordo prevede un modello di finanziamento integrato con gli strumenti di SACE e SIMEST. Le risorse creditizie di Intesa Sanpaolo rimangono soggette alle valutazioni bancarie, mentre gli interventi assicurativi e agevolativi seguono i requisiti previsti dalle rispettive misure. Nel comunicato del 4 novembre la banca non specifica tassi di interesse, massimali per singola impresa o condizioni uniformi per i finanziamenti.
La possibilità di utilizzare più strumenti dipenderà dalla struttura del progetto e dalle valutazioni dei soggetti coinvolti. Il nuovo impegno amplia l’attività già svolta dalla Divisione Banca dei Territori. Secondo il responsabile Stefano Barrese, nell'ultimo triennio Intesa Sanpaolo aveva messo a disposizione oltre 19 miliardi di euro per le attività internazionali.
Questo accordo è un altro passo avanti verso una società italiana che si sta orientando sempre più verso il mercato estero, rafforzando così le sue posizioni sulle scene internazionali.
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