Opstasia scommette sul fatto che il proprio stack di algoritmi possa valutare l’affidabilità creditizia di 200 milioni di consumatori privi di accesso ai servizi bancari nei mercati di frontiera. Opstasia scommette sul fatto che il proprio stack di algoritmi possa valutare l’affidabilità creditizia di 200 milioni di consumatori privi di accesso ai servizi bancari nei mercati di frontiera. La notiziaUna piattaforma di credito basata sull’IA, sostenuta da uno dei maggiori istituti di credito del Sudafrica, si sta espandendo in due dei più grandi mercati africani con scarsa disponibilità di credito, ha dichiarato il suo CEO a Semafor, scommettendo che i suoi algoritmi di apprendimento automatico possano mantenere un tasso di insolvenza pari a una frazione di quello delle banche commerciali tradizionali.

Optasia, che ha debuttato in borsa lo scorso anno, utilizza l’IA e i dati mobili per offrire microprestiti, capitale circolante e anticipi per il credito telefonico a consumatori privi di accesso ai servizi bancari e piccole imprese. Offre una rara prospettiva su come i capitali circolano nella vasta economia informale africana, mettendo in luce un punto cieco delle tradizionali rilevazioni economiche su questioni quali povertà, occupazione e prodotto interno lordo. Lo scorso anno l’azienda ha facilitato circa 6 miliardi di dollari di credito in 38 mercati nei Paesi in via di svilup…I segnali più rilevanti emersi finora indicano pressione competitiva e domanda.

Per le aziende il nodo non è solo la crescita dei volumi: conta la qualità dei ricavi, la tenuta del portafoglio clienti e la sostenibilità del margine netto nel prossimo trimestre. Nel breve periodo, la leva decisiva resta l’esecuzione commerciale: tempi di ingresso, canali e selezione dei mercati potrebbero determinare la differenza tra espansione e compressione dei margini. Lo scorso anno l’azienda ha facilitato circa 6 miliardi di dollari di credito in 38 mercati nei Paesi in via di sviluppo e ora punta a espandersi in Egitto ed Etiopia, ha dichiarato a Semafor il CEO Salvador Anglada.

Il credito bancario al settore privato è tra i più bassi al mondo e in Etiopia si attesta al di sotto del 10% del PIL, perché decenni di finanziamenti guidati dallo Stato hanno convogliato il denaro quasi esclusivamente verso le infrastrutture pubbliche. Nel 2024 Addis Abeba ha aperto il proprio settore bancario agli operatori stranieri per la prima volta in 50 anni, con l’obiettivo di immettere capitali internazionali in un mercato di 100 milioni di persone storicamente chiuso e con scarsa disponibilità di credito. In Egitto il credito bancario al settore privato si attesta al 30%, poiché gli istituti di credito indirizzano i capitali verso il debito pubblico e le società blue chip, lasciando il rapporto tra prestiti e depositi a un livello insolitamente basso, appena superiore al 50%, secondo i dati della Banca Mondiale.

L’espansione, ancora nelle sue fasi iniziali, avviene mentre Optasia registra un tasso di insolvenza dell’1,2% a livello di gruppo, pari a circa 60-70 milioni di dollari: un dato che, secondo Anglada, rimarrà stabile nonostante l’espansione in economie ad alta densità con una popolazione complessiva superiore a 200 milioni di persone. Secondo Anglada, questo rapporto di perdita rende il modello di business sostenibile laddove le banche tradizionali hanno fallito. Per le aziende il nodo non è solo la crescita dei volumi: conta la qualità dei ricavi, la tenuta del portafoglio clienti e la sostenibilità del margine netto nel prossimo trimestre.

I segnali più rilevanti emersi finora indicano pressione competitiva e domanda. Nel breve periodo, la leva decisiva resta l’esecuzione commerciale: tempi di ingresso, canali e selezione dei mercati potrebbero determinare la differenza tra espansione e compressione dei margini.