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Lettura criticaArte, istruzione e volontariato concentrano la quota maggiore degli interventi. La disponibilità di risorse delle fondazioni è cresciuta insieme ai risultati delle partecipazioni detenute. Stando ai dati Acri citati da Repubblica, nel 2025 il patrimonio complessivo ha raggiunto 43,7 miliardi di euro, con un incremento del 2,8% rispetto al 2024.
L’aumento ha accompagnato un’espansione significativa delle erogazioni, indirizzate ad attività che comprendono cultura, formazione, filantropia e beneficenza. Sul fronte dei ricavi, i dividendi incassati dalle fondazioni sono ammontati a 2.522,8 milioni di euro, il 16,6% in più rispetto all’anno precedente. La componente principale è arrivata dalle partecipazioni bancarie, che hanno prodotto 1.636,9 milioni e rappresentato il 50% di tutti i proventi.
Le partecipazioni non bancarie hanno invece generato 885,9 milioni, pari al 27,1% del totale. Alle entrate da dividendi si sono aggiunti 603,8 milioni derivanti dalla gestione degli investimenti finanziari e 65,6 milioni dalle gestioni patrimoniali. Altri proventi ordinari di natura non finanziaria e componenti straordinarie hanno contribuito per ulteriori 81 milioni.
Nel quadro descritto dalla fonte, la maggiore capacità di spesa appare dunque collegata a più componenti di ricavo, pur restando centrale il rendimento delle partecipazioni. Il rapporto storico con le banche conferitarie rimane rilevante, ma presenta oggi una configurazione meno concentrata. Secondo le informazioni riportate, l’84,5% degli enti possiede una quota inferiore al 5% nella banca conferitaria.
Il legame con il settore bancario è stato inoltre reso più flessibile dall’addendum sottoscritto con il ministero dell’Economia e delle Finanze sul protocollo che disciplina questa relazione. Il presidente dell’Acri, Giovanni Azzone, ha indicato nei risultati del 2025 una conferma della solidità del sistema delle fondazioni di origine bancaria. Nella sua valutazione, riferita da Repubblica, il Terzo settore è diventato l’interlocutore privilegiato degli enti: il 75,6% delle risorse erogate è infatti destinato a soggetti privati senza scopo di lucro.
La distribuzione geografica degli interventi conserva una marcata impronta locale. Nel 2025 il 76,6% degli importi è stato destinato alla regione nella quale ciascuna fondazione ha sede. Questa prevalenza conferma il ruolo territoriale degli enti, che concentrano la parte maggiore delle risorse nelle comunità di riferimento e nei rispettivi ambiti regionali.
Accanto alla dimensione locale, tuttavia, è aumentato il peso dei programmi che superano i confini regionali. Le iniziative sovraregionali o di carattere nazionale hanno ricevuto nel 2025 il 23,4% delle erogazioni. Secondo Acri, la quota è quasi doppia rispetto a quella registrata dieci anni prima, segnalando un progressivo ampliamento del raggio d’azione delle fondazioni.
Il comparto che ha ottenuto più risorse è quello di Arte, Attività e Beni culturali, con 299,2 milioni di euro, equivalenti al 21% delle erogazioni complessive. Al secondo posto figurano Educazione, Istruzione e Formazione, alle quali sono andati 252,3 milioni, pari al 17,7% del totale. Volontariato, Filantropia e Beneficenza hanno ricevuto 242,9 milioni di euro, corrispondenti al 17,1% delle somme distribuite.
Considerati insieme, i tre principali settori hanno assorbito una parte consistente degli interventi, all’interno di un programma complessivo articolato in 26 mila iniziative. I dati disponibili delineano quindi un 2025 caratterizzato da maggiori entrate, crescita patrimoniale e un livello di erogazioni che non veniva raggiunto da 17 anni. Resta da verificare, nei prossimi esercizi, se l’aumento dei dividendi e la conseguente capacità di finanziamento potranno mantenersi sugli stessi livelli, così come proseguirà l’evoluzione dell’equilibrio tra interventi territoriali e programmi nazionali. — Elisa Varnelli
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