Un'onda di false notifiche amministrative arriva alle caselle di posta di imprenditori e contribuentiL'Agenzia delle Entrate-Riscossione ha pubblicato 30 avvisi di phishing nel corso del mese di ottobre 2026, dei quali 11 sui falsi rimborsi. Questo numero è aumentato rispetto ai 11 avvisi registrati nel mese precedente, evidenziando l'importanza di prevenire questa nuova ondata di phishing. La falsa notifica amministrativa, che si presenta come un avviso amministrativo da consultare online, utilizza il logo della Riscossione e fa menzione di un link sul dominio agenziaentrate.gov.it.

Il messaggio riporta il nome del titolare, un codice atto alfanumerico che inizia con AR, un ufficio territoriale dell'Agenzia delle Entrate come ente incaricato, e l'avvertenza che l'email è generata in automatico. L'indirizzo del link imita una pagina del portale agenziaentrate.gov.it ma, come spiega l'avviso dell'Agenzia, rimanda a un sito esterno che chiede dati personali, credenziali di accesso e altre informazioni riservate. Lo schema ricalca la campagna segnalata il 5 maggio 2026, quando l'email arrivava da un indirizzo solo in apparenza riconducibile all'Agenzia e chiedeva di accedere per visualizzare la notifica.

Le imprese e gli utenti sono stati affrontati da false notifiche amministrative provenienti dall'Agenzia delle Entrate-Riscossione, che hanno causato molteplici problemi e conseguenze significative. I dati personali e le credenziali di accesso ricevuti attraverso questi messaggi sono state utilizzati da chiunque desiderasse accedere alle informazioni fiscali vere, come i uffici amministrativi delle imprese e gli studi professionali. La falsa notifica amministrativa ha smascherato anche alcuni elementi che sembravano autentiche, come i numeri di protocollo e la grafica della Riscossione, che si sono dimostrati fondamentali per rendere credibile il messaggio anche a chi riceve ogni giorno comunicazioni fiscali vere, come gli uffici amministrativi delle imprese e gli studi professionali.

Il problema di questa nuova onda di phishing è che non solo ha causato problemi e conseguenze significative per le aziende e le persone coinvolte, ma ha anche potuto essere utilizzato da chiunque desiderasse accedere alle informazioni fiscali vere, come i uffici amministrativi delle imprese e gli studi professionali. L'Agenzia delle Entrate-Riscossione ha notificato le cartelle via PEC agli indirizzi INI-PEC di imprese e professionisti e, in base al tipo di atto, anche con raccomandata con avviso di ricevimento (art. 26 del DPR n. 602/1973). Dalla pubblicazione dell'ultimo avviso fino alla data di oggi, l'Agenzia delle Entrate ha pubblicato 30 avvisi di phishing, dei quali 11 sui falsi rimborsi.

FALSIFICHE NOTIFICHE AMMINISTRATIVE: LA FALSA EMAIL CHE RIPODUCE IL LINGUAGGIO DI UN AVVISO VERDE La falsa notifica amministrativa segnalata dall'Agenzia delle Entrate informa il destinatario che Agenzia delle Entrate-Riscossione ha emesso a suo nome un "avviso amministrativo", consultabile nell'area riservata attraverso un link. Il messaggio riporta il nome del titolare, un codice atto alfanumerico che inizia con AR, un ufficio territoriale dell’Agenzia delle Entrate come ente incaricato e, in calce, il logo della Riscossione con l'avvertenza che l'email è generata in automatico. L'indirizzo del link imita una pagina del portale agenziaentrate.gov.it ma, come spiega l'avviso dell'Agenzia, rimanda a un sito esterno che chiede dati personali, credenziali di accesso e altre informazioni riservate.

Lo schema ricalca la campagna segnalata il 5