Gli attacchi a Tambov ed Elektrostal investono un’infrastruttura privata cruciale, mentre Kyiv punta a indebolire la catena di approvvigionamento russa. Almeno otto persone sono morte e 62 sono rimaste ferite dopo che droni ucraini hanno colpito due centri logistici di Wildberries, il maggiore operatore russo del commercio online. Il bilancio, riportato da BusinessDay NG sulla base delle comunicazioni delle autorità russe, fa dell’episodio uno dei più gravi attacchi a lungo raggio contro infrastrutture logistiche commerciali in Russia dall’inizio dell’invasione su vasta scala dell’Ucraina nel 2022.

Il primo attacco ha interessato un magazzino a Tambov, circa 475 chilometri a sud-est di Mosca. Secondo i funzionari russi citati dalla fonte, sette lavoratori sono stati uccisi e 25 persone ferite. Un secondo centro di Wildberries è stato colpito a Elektrostal, nella regione di Mosca: in questo caso un dipendente ha perso la vita e altri 37 sono rimasti feriti.

Le autorità hanno riferito che diversi feriti versano in condizioni critiche. A Tambov, la maggior parte delle persone coinvolte avrebbe riportato lesioni da schegge e sette pazienti sarebbero in condizioni gravi. Il numero delle vittime attribuisce all’attacco una dimensione non soltanto militare, ma anche aziendale e sociale, perché a essere investita è stata una rete privata nella quale operavano numerosi dipendenti.

Per Wildberries, la portata delle conseguenze operative non è ancora definita. La fonte non fornisce indicazioni sull’entità dei danni, sui volumi gestiti dai due impianti, sull’eventuale sospensione delle attività o sulle misure predisposte dalla società. Restano quindi da valutare gli effetti sulla capacità distributiva del gruppo, sulla continuità delle consegne e sulla sicurezza delle altre strutture della rete.

L’attacco notturno non si sarebbe limitato ai magazzini. Stando a BusinessDay NG, i droni avrebbero preso di mira anche un impianto petrolifero e altri siti considerati strategici. Sarebbero inoltre stati attaccati obiettivi nel Mar d’Azov, nel Mar Nero e nella Crimea annessa dalla Russia.

La combinazione dei bersagli suggerisce un’operazione estesa contro nodi energetici, territoriali e logistici. La lettura strategica proposta dalla fonte è quella di una campagna ucraina sempre più orientata a interrompere la catena di approvvigionamento militare russa oltre la linea del fronte. Il coinvolgimento di strutture commerciali pone tuttavia interrogativi sulla distinzione tra reti civili e asset ritenuti funzionali allo sforzo bellico.

Nel materiale disponibile non sono presentati elementi specifici sul ruolo eventualmente svolto dai due magazzini nelle forniture militari. Il governatore della regione di Tambov, Evgeniy Pervyshov, ha definito l’azione il più ampio e disumano attacco con droni mai subito dalla regione, richiamando sia il numero dei velivoli impiegati sia le vittime. Secondo Pervyshov, le difese aeree russe avrebbero intercettato 28 droni diretti verso il territorio regionale, senza però impedire che il centro logistico fosse colpito.

Nella regione di Mosca, il governatore Andrei Vorobyov ha dichiarato che le unità di difesa aerea hanno distrutto 48 droni durante la notte. I dati comunicati dai due governatori mostrano la scala della pressione esercitata sul sistema di protezione russo, ma la fonte non precisa quanti velivoli siano stati complessivamente lanciati, quanti abbiano raggiunto altri obiettivi o quale sia stata la sequenza esatta degli attacchi. Filmati diffusi sui social media mostravano vasti incendi in uno dei centri logistici, colonne di fumo nero e lavoratori in fuga dagli edifici.

Altre immagini sembravano documentare il cedimento di parti di un magazzino durante una serie di esplosioni. BusinessDay NG specifica però che la BBC non aveva potuto verificare in modo indipendente quei video, che non possono dunque essere considerati una conferma autonoma della dinamica. L’operazione è avvenuta mentre la Russia proseguiva i bombardamenti sulle città ucraine.

Secondo quanto riportato dalla fonte, il presidente Volodymyr Zelensky ha presentato l’attacco come una risposta alle ripetute azioni russe contro infrastrutture civili, affermando che 14 persone erano state uccise in Ucraina durante la stessa notte. Il quadro descritto è quindi quello di una pressione reciproca sulle infrastrutture, con un costo crescente per lavoratori e popolazione civile. Per la governance di Wildberries, le priorità immediate riguardano la tutela dei dipendenti, la verifica strutturale degli impianti e la continuità della rete logistica.

La società non risulta aver comunicato, nel materiale fornito, un proprio bilancio dei danni o un piano di ripristino. Rimangono inoltre da chiarire le condizioni dei feriti più gravi, la piena estensione delle perdite e l’impatto degli attacchi sulle operazioni del gruppo.